Home · Veneto · conserve

Mosto cotto e mostarda veneta

Vincenza Bertolino· 24 febbraio 2017· 6 min di lettura ·Treviso
Barattolo di mostarda veneta con frutti canditi in una gelatina marrone dorata, accanto a un piatto di formaggio e pane tostato
Preparazione
20 min
Cottura
4 ore
Difficoltà
media
Porzioni
10 persone
Costo
basso
Stagione
autunno

Ingredienti

2 kguva moscata rossa o nera, ammostata e passata al colino per ottenere il mosto puro
300 gpolpa di melone, tagliata a dadini piccoli
200 gmela renetta, sbucciata e tagliata a dadini
200 gpera abate, sbucciata e tagliata a dadini
100 gciliegia fresca (facoltativa), snocciolata e tagliata a metà
5 gchiodi di garofano interi
3 gcannella in stecca
2 gpolvere di mostarda (semi di senape macinata)

Valori nutrizionali

220kcal
0,8g Proteine
0,2g Grassi
0g di cui saturi
56g Carboidrati
52g di cui zuccheri
1,5g Fibre
0,15g Sale
Come si prepara
1
Preparare il mosto
Spremere l'uva con le mani o con uno spremitore a vite, raccogliere il succo in una pentola grande e capiente a fondo spesso. Filtrare il mosto attraverso un colino a maglie fini per eliminare semi e bucce grossolane. Versare il mosto filtrato nuovamente nella pentola.
2
Avviare la riduzione
Portare il mosto a ebollizione a fuoco medio-alto, poi ridurre a fiamma media. Aggiungere i chiodi di garofano e la cannella in stecca. Lasciare bollire lentamente, scoperto, controllando che non trabocchi. La cottura dura almeno 3 ore: il volume si ridurrà di due terzi e il colore diventerà più scuro e denso.
3
Aggiungere la frutta
Dopo circa 2 ore di bollitura, quando il mosto avrà già perso metà del suo volume, aggiungere i dadini di melone, mela e pera. Mescolare delicatamente per distribuirli uniformemente. La frutta continuerà a cuocere nel mosto e rilascerà i propri zuccheri.
4
Controllare la consistenza
Dopo altre 1,5-2 ore, prelevare un cucchiaino di miscela e versarlo su un piattino freddo. Se la goccia rimane compatta e non corre, la consistenza è raggiunta. Se ancora troppo liquida, proseguire la cottura di 15-20 minuti.
5
Aggiungere le spezie
Togliere dal fuoco. Eliminare i chiodi di garofano e la cannella in stecca. Sciogliere la polvere di mostarda in un cucchiaio di acqua tiepida e versarla nella mostarda cotta, mescolando bene per distribuire la piccantezza in modo uniforme.
6
Invasare e sigillare
Versare la mostarda veneta ancora tiepida (non bollente) in barattoli di vetro sterilizzati. Riempire fino all'orlo, chiudere il coperchio e capovolgere immediatamente i barattoli. Lasciarli a testa in giù per 5 minuti, poi raddrizzarli. Questo crea il sottovuoto e assicura una lunga conservazione.
7
Raffreddamento e assestamento
Lasciare riposare i barattoli a temperatura ambiente per 24 ore prima di riporli in dispensa. La mostarda continuerà a gelificare e addensarsi leggermente nei giorni seguenti.

Gusto

Il mosto cotto ha un sapore dolce e austero insieme, quasi resinoso, con retrogusto leggermente tannico dovuto alla concentrazione dell'uva. La mostarda veneta aggiungerebbe spezie come chiodi di garofano, cannella e mostarda vera (la polvere di semi), dando un pizzico di piccantezza quasi impercettibile ma persistente. Si serve a cucchiaiate accanto a formaggi stagionati, mortadella, coppa, oppure spalmate su crostini. L'abbinamento tradizionale rimane con i formaggi di pasta dura e il salume affumicato: il dolciastro bilancia la sapidità, mentre la lieve pungenza della mostarda smonta la grassezza.

Benessere

  • L'uva utilizzata per il mosto cotto contiene polifenoli e resveratrolo, sostanze antiossidanti che resistono alla riduzione mediante cottura prolungata.
  • La frutta candita fornisce potassio, importante per la regolazione della pressione e della funzione cardiaca; presente anche magnesio e ferro, soprattutto se incluse pere e mele.
  • Si tratta di un condimento denso e dolce: sazia rapidamente, per questo se ne usa poco per porzione. Una cucchiaiata fornisce concentrazione di nutrienti senza appesantire.
  • La riduzione mediante bollitura lenta concentra gli zuccheri naturali dell'uva, ma neutralizza l'indice glicemico puro poiché la fibra della buccia rimane presente se l'uva non è filtrata completamente.
  • Abbinalo a formaggi duri e a salumi magri: il contrastro fra dolcezza e salato, insieme alle proprietà digestive della frutta, favorisce un pasto equilibrato senza eccessi di grasso.
  • Falso mito da sfatare: il mosto cotto non è un prodotto per diabetici. Anche se realizzato solo con uva e frutta, la concentrazione di zuccheri naturali è molto alta. Chi soffre di diabete o deve limitare gli zuccheri deve consultare il medico e misurare le porzioni. Una persona senza patologie può usarlo normalmente, ma in quantità moderate, proprio come un miele o una marmellata.

L'errore da non fare

Non interrompere la cottura del mosto troppo presto perché il liquido appare già scuro. Un mosto ancora liquido non è ridotto abbastanza e la mostarda finita non avrà la giusta consistenza gelatinosa. Usa sempre il test del cucchiaino freddo per verificare che la goccia sia compatta e ferma. Un secondo errore frequente è aggiungere la frutta all'inizio della cottura: i dadini si dissolveranno completamente nel mosto e la mostarda risulterà uniforme invece di conservare i pezzetti interi e visibili. Aggiungi la frutta solo dopo 2 ore di riduzione, quando il mosto è già concentrato.

I nostri consigli

  • Conserva la mostarda veneta in barattoli sottovuoto in dispensa al buio e a temperatura ambiente per 12-18 mesi. Una volta aperto, riporta il barattolo in frigorifero e consumalo entro 3 mesi. Mescola bene prima di ogni uso perché la frazione di zucchero tende a depositarsi sul fondo.
  • Se desideri una mostarda meno densa, riduci il tempo di cottura di 30-40 minuti: otterrai una consistenza più fluida, quasi quella di una marmellata densa, ideale per spalmare su formaggi freschi.
  • Puoi variare la frutta secondo la disponibilità stagionale: aggiungi uva passa, albicocca secca, cotogna fresca o fichi secchi. L'importante è che il peso totale della frutta fresca rimanga simile alle proporzioni indicate.
  • Abbina la mostarda veneta a formaggi come Asiago, Montasio, Parmigiano Reggiano, ma anche a robiola e stracchino per contrasti sorprendenti. Con la mortadella affettata sottile è un classico intramontabile.

Quando prepararla

La mostarda veneta si prepara in autunno, da agosto a ottobre, quando l'uva moscata raggiunge la piena maturazione e il melone è ancora disponibile al mercato. È il periodo ideale anche perché le temperature non troppo calde rendono più stabile la cottura lunga. Tradizionalmente si prepara in casa per le festività invernali, per accompagnare i formaggi delle vacanze e i salumi affumicati.

Domande frequenti

  • Posso usare mosto d'uva comperato al supermercato invece di fare il mosto fresco? Sì, puoi usare mosto pastorizzato in bottiglia, anche se il sapore sarà meno fresco e profondo rispetto al mosto appena pressato. Scegli varietà rosse o nere e segui le stesse procedure di riduzione e cottura.
  • La mostarda veneta è diversa dalla mostarda italiana cremona? Sì, sono due condimenti diversi. La mostarda di Cremona è fatta con frutta intera candita in una gelatina dolce-pungente. La mostarda veneta è più compatta, costruita sul mosto cotto ridotto con frutta tagliata a dadini e spezie autoctone. La veneta è più austere, la cremona più dolce e decorativa.
  • Quanto dura il mosto cotto conservato? Il mosto cotto puro, senza aggiunta di frutta, si conserva 2-3 anni in barattoli sottovuoto se tenuto al buio. La mostarda veneta con frutta e spezie dura 12-18 mesi. Sempre in condizioni di frigorifero dopo l'apertura.
  • Posso addolcire la mostarda se mi sembra troppo austera? Sì, durante l'ultima fase di cottura, aggiungi un cucchiaio di miele o di zucchero di canna per ammorbidire il retrogusto. Non alterare eccessivamente il profilo tradizionale.
Altre ricette · Veneto