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Mostarda piacentina

Vincenza Bertolino· 26 ottobre 2014· 5 min di lettura ·Piacenza
Mostarda piacentina in un piatto bianco: conserva densa color ambra con pezzi di frutta visibili e semi di senape nera, accanto a una fetta di formaggio parmigiano e salumi rossi su tavolo di legno
Preparazione
20 min
Cottura
45 min
Difficoltà
facile
Porzioni
6 persone
Costo
basso
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

500 gmele renette pelate e tagliate in cubetti
300 gpere pelate e tagliate in cubetti
150 guva bianca o nera, pelata e dimezzata
600 gzucchero bianco
100 mlaceto di mele
30 gsemi di senape nera interi
1stecca di cannella
3 chiodidi garofano

Valori nutrizionali

185 kcalEnergia
0,5 gProteine
0,3 gGrassi
0,1 gdi cui saturi
47 gCarboidrati
45 gdi cui zuccheri
1,2 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Pulire la frutta
Lava le mele e le pere, sbucciabili e poi tagliale in cubetti di circa 1,5 centimetri. Pela anche l'uva, dimezzandola per eliminare i semi. Metti tutta la frutta in una ciotola grande.
2
Cuocere la frutta con lo zucchero
Aggiungi lo zucchero alla frutta e mescola bene. Lascia riposare per 5 minuti affinché lo zucchero cominci a sciogliersi e la frutta rilasci i succhi. Versa il composto in una pentola a fondo spesso.
3
Aggiungere aromi e aceto
Aggiungi l'aceto di mele, i semi di senape, la stecca di cannella e i chiodi di garofano. Mescola con un cucchiaio di legno per distribuire bene gli aromi.
4
Prima cottura a fiamma media
Porta la pentola a fuoco medio-alto e lascia cuocere per circa 35 minuti, mescolando ogni 8-10 minuti per evitare che il fondo si attacchi. La miscela inizierà a bollire piano, producendo una schiuma leggera che potrai scremere con un cucchiaio.
5
Controllare la consistenza
Dopo 35 minuti, versa un cucchiaio di mostarda su un piatto freddo per 30 secondi. Se forma una goccia che non scorre subito, è pronta. Se scorre ancora molto, continua la cottura per altri 5-10 minuti.
6
Invasettare ancora calda
Versa la mostarda ancora calda in vasetti sterili di vetro, riempiendo fino a 1 centimetro dal bordo. Chiudi con coperchio e capovolgi i vasetti per 2-3 minuti, poi rimettili dritti. Lascia raffreddare a temperatura ambiente.
7
Riposo e conservazione
Dopo 24 ore controlla che il coperchio sia sceso e aderisca bene al vasetto. La mostarda avrà raggiunto la giusta consistenza gelatinosa. Conservala in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta.

Gusto

La mostarda piacentina ha un sapore decisamente agrodolce, dove il piccante dei semi di senape gioca contro la dolcezza della frutta cotta e dello zucchero. Il morso dei semi arriva al palato un istante dopo, lasciando una sensazione lievemente pungente che persiste. Si serve in piccole quantità, come condimento per formaggi a pasta dura, affettati e salumi. L'abbinamento classico è con il parmigiano reggiano o il grana padano, dove la piccantezza della mostarda bilancia la densità del formaggio.

Benessere

  • La frutta utilizzata, ricca di pectina naturale, favorisce la formazione della gel e apporta fibre solubili che supportano la regolarità intestinale.
  • I semi di senape contengono selenio, magnesio e manganese, minerali importanti per il metabolismo e la difesa cellulare.
  • Per il suo alto contenuto di zuccheri, la mostarda è piuttosto energetica e va consumata in piccole porzioni, circa un cucchiaio per volta: una porzione sazia il palato senza appesantire.
  • I polifenoli presenti nella frutta, conservati dalla cottura breve in sciroppo, mantengono proprietà antiossidanti apprezzabili in una conserva.
  • Abbinata a formaggi e affettati ricchi di grassi, la mostarda aiuta la digestione grazie all'acidità naturale dello zucchero caramellato e alla senape.
  • Falso mito da sfatare: molti credono che la mostarda sia una salsa piccante come il peperoncino. In realtà, la piccantezza della senape è una sensazione diversa: meno aggressiva, più aromatica, e scompare rapidamente dal palato. Non è un problema per chi consuma piccante moderatamente, ma chi ha digestione sensibile può ridurre i semi di senape senza compromettere il sapore complessivo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è smettere di mescolare durante la cottura. Se non rimesci con regolarità, il fondo della pentola si brucia e trasferisce un sapore amaro alla mostarda intera. Inoltre, mescolare aiuta a far addensare la conserva in modo uniforme. Un altro sbaglio è non usare frutta abbastanza fresca: frutti ammaccati o già ossidati daranno una mostarda dal colore spento e dal sapore piatto.

I nostri consigli

  • Conserva i vasetti chiusi in dispensa per 4-5 mesi. Una volta aperto, riponi il vasetto in frigo e consumalo entro 20 giorni. Se noti ammuffimento o fermentazione, scarta il vasetto per sicurezza.
  • Puoi variare la frutta secondo la stagione: in autunno aggiungi cachi o fichi, in estate mele cotogne. Il rapporto frutta-zucchero rimane 850:600.
  • Se non hai la senape nera, puoi usare quella gialla, ma il sapore sarà meno pungente e il risultato più dolce. Riduci la quantità a 20 grammi se preferisci meno piccantezza.
  • Abbina la mostarda piacentina a formaggi a pasta dura, ma anche a pâté e terrine di fegato, dove il sapore agrodolce bilancia la densità del piatto.

Quando prepararla

Prepara la mostarda piacentina tra settembre e novembre, quando le mele e le pere sono al massimo della loro dolcezza e reperibilità. È il periodo perfetto per fare scorte da conservare per i mesi invernali e per accompagnare i piatti più ricchi delle festività. Se vuoi prepararla in altre stagioni, scegli frutta di qualità e matura, anche se leggermente meno adatta: il risultato sarà comunque buono.

Domande frequenti

  • Posso usare lo zucchero di canna al posto di quello bianco? Sì, ma la mostarda avrà un colore più scuro e un sapore leggermente più morbido e caramellato. Il risultato è piacevole, anche se diverso dalla ricetta tradizionale.
  • La mostarda piacentina è diversa dalla mostarda italiana di Cremona? Sì. La mostarda piacentina è più densa, ricca di frutta cotta e semi di senape, meno liquida. Quella cremona è più syruppy e contiene anche canditi e uve sultanine. Sono due tradizioni diverse.
  • Come faccio a sapere se la frutta è cotta al punto giusto? I pezzi di frutta devono essere morbidi ma ancora riconoscibili, non completamente sfatti. Il cucchiaio di prova sul piatto freddo ti dirà se lo sciroppo è abbastanza denso.
  • Posso usare un frullatore a immersione per renderla più cremosa? No, rovinerebbe la struttura della mostarda. La tradizione vuole che i pezzi di frutta rimangono interi. Se preferisci una consistenza più omogenea, riduci i cubetti di frutta a pezzi più piccoli in partenza.
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