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Mostarda ferrarese

Vincenza Bertolino· 8 dicembre 2017· 6 min di lettura ·Ferrara
Mostarda ferrarese in un barattolo di vetro trasparente con pezzi di frutta visibili in una salsa marrone dorata, con un cucchiaio di legno appoggiato a fianco e una fetta di pane tostato sfocata sull
Preparazione
30 min
Cottura
60 min
Difficoltà
media
Porzioni
4-5 persone (resa 300 g)
Costo
medio
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

600 gFrutta mista (mele renette, pere, cotogne)
250 mlMosto d'uva naturale
200 gZucchero bianco
2 cucchiaiSemi di senape gialli
1 cucchiaioMostarda in polvere
1 steccaCannella
3-4 chiodidi garofano
1 presaSale fino

Valori nutrizionali

140kcal Energia
0,3g Proteine
0,2g Grassi
0,1g di cui saturi
35g Carboidrati
32g di cui zuccheri
1,2g Fibre
0,5g Sale
Come si prepara
1
Preparare la frutta
Lava la frutta sotto acqua fredda corrente, sbucciala con cura usando un pelapatate e taglia a dadini di circa 1 centimetro. Scarta i torsoli e i semi. Peso della frutta già pulita deve aggirarsi intorno ai 500 grammi.
2
Cuocere la frutta nel mosto
Versa il mosto d'uva in un pentolone dal fondo spesso, aggiungi i dadini di frutta, lo zucchero, la cannella intera e i chiodi di garofano. Porta a ebollizione a fuoco medio, mescolando ogni 10 minuti con un cucchiaio di legno. La frutta deve cuocere per 30-35 minuti finché non diventa morbida ma ancora integra.
3
Aggiungere la senape
Quando la frutta è cotta, togli la cannella e i chiodi di garofano. Aggiungi i semi di senape e la mostarda in polvere, stemperandola bene nel liquido con una frusta. Mescola per 2-3 minuti a fuoco medio, facendo attenzione che la frutta non si disgreghi.
4
Verificare la consistenza
La mostarda è pronta quando la salsa inizia a fare bollicine sparse e la frutta è completamente immersa. Preleva un cucchiaio di mostarda calda e versalo in un piattino: se una volta raffreddato rimane compatta, la consistenza è corretta. Se troppo liquida, continua la cottura per altri 5 minuti.
5
Sterilizzare i barattoli
Prepara barattoli di vetro puliti e asciutti. Se preferisci la conservazione lunga, immergili in acqua bollente per 10 minuti e lasciali scolare capovolti su un canovaccio pulito. Altrimenti, usa barattoli comuni sciacquati con acqua calda.
6
Invasare e sigillare
Versa la mostarda ancora calda nei barattoli fino a 1 centimetro dal bordo, evitando il raffreddamento. Chiudi subito il coperchio e capovolgi il barattolo per 3-5 minuti: l'effetto del vuoto creerà la sigillatura naturale. Lascia raffreddare completamente a temperatura ambiente, capovolgendo ancora una volta se noti goccioline d'umidità.
7
Riposare e conservare
Una volta fredda, etichetta il barattolo con la data di preparazione. La mostarda ferrarese raggiunge il sapore ideale dopo almeno una settimana di riposo in dispensa. Conserva in luogo fresco e buio. Dopo l'apertura, riponi in frigorifero e consuma entro 15-20 giorni.

Gusto

La mostarda ferrarese racchiude un sapore complesso: il dolce naturale della frutta e del mosto d'uva si fonde con le note piccanti della senape, creando un equilibrio agrodolce inconfondibile. Il carattere pungente della senape persiste in gola, equilibrato dalla dolcezza non invadente dello zucchero. Si mangia in piccole quantità come contorno dei bolliti di carne, in abbinamento con i formaggi stagionati o persino spalmata su crostini durante l'aperitivo. La tradizione ferrarese la vuole accanto al lesso e al cotechino, dove il suo piccante snobba la monotonia della carne bollita.

Benessere

L'errore da non fare

Non utilizzare frutta eccessivamente acida o troppo matura: la frutta acida rende la mostarda eccessivamente aspra anche con la senape, mentre quella troppo matura si scioglie in poltiglia invece di mantenere i pezzi integri. Scegliete mele renette, pere invernali e cotogne ancora sode. Secondo errore frequente: aggiungere la senape all'inizio della cottura anziché alla fine. Il calore prolungato ne distrugge il carattere piccante, lasciando solo un sapore piatto e amarognolo.

I nostri consigli

Quando prepararla

La mostarda ferrarese si prepara idealmente tra settembre e novembre, quando la frutta autunnale raggiunge il massimo della qualità e le mele invernali sono già disponibili al mercato. È il periodo giusto per conservare questa ricchezza nelle dispense prima dell'arrivo delle festività natalizie, quando diventa protagonista delle tavole accanto ai formaggi e ai salumi tipici dell'Emilia Romagna.

Domande frequenti

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