Ingredienti
| 300 g | fave secche pelate |
| 1 media | cipolla gialla |
| 150 g | pasta piccola (ditalini, stellette) |
| 1,5 litri | brodo vegetale o acqua |
| 3 cucchiai | olio extra vergine d'oliva |
| 1 spicchio | aglio |
| q.b. | sale |
| 1 pizzico | pepe nero macinato |
Valori nutrizionali
| 95 kcal | Energia |
| 8 g | Proteine |
| 2 g | Grassi |
| 0,4 g | di cui saturi |
| 13 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 5 g | Fibre |
| 0,3 g | Sale |
Come si prepara
1
Preparare le fave
Sciacqua le fave secche sotto acqua corrente, poi versale in una pentola. Copri con acqua fredda e lascia in ammollo per almeno 8 ore o una notte intera. Se hai fretta, puoi fare un'ammollo veloce di 2 ore in acqua calda, ma il risultato è migliore con il tempo.
2
Cuocere le fave
Scola le fave dall'acqua di ammollo, versale in una pentola pulita e copri con il brodo freddo. Porta a ebollizione, poi abbassa il fuoco e lascia cuocere per 40 minuti a fuoco medio, finché le fave non si sfaldano pressandole con il cucchiaio di legno.
3
Frullare le fave
Una volta cotte, frulla tutto con il brodo di cottura usando un frullatore a immersione per ottenere una crema liscia e omogenea. Se preferisci una minestra con qualche granello, frulla solo tre quarti delle fave.
4
Rosolare cipolla e aglio
Taglia la cipolla a dadini piccoli e fai appassire in un tegame con 2 cucchiai d'olio per 5 minuti a fuoco medio, senza farla colorare. Aggiungi uno spicchio di aglio schiacciato per altri 2 minuti.
5
Aggiungere la crema di fave
Versa la crema di fave già tiepida nel tegame con cipolla e aglio, mescola bene e porta a un leggero bollore. Se la minestra è troppo densa, aggiungi brodo caldo fino a raggiungere la consistenza desiderata (deve essere cremosa ma da cucchiaio, non da bere).
6
Aggiungere la pasta
Versa la pasta piccola nella minestra di fave, mescola e lascia cuocere per il tempo indicato sulla confezione meno un minuto, a fuoco medio. La pasta deve restare al dente e non scuocersi nella crema.
7
Rettifica e servizio
Assaggia e correggi di sale e pepe. Spegni il fuoco, versala in ciotole profonde, fai un giro di olio extra vergine crudo sopra e servi subito con pane tostato strofinato d'aglio.
Gusto
Il sapore è dolce e leggermente terroso, dovuto alle fave secche ridotte a purea. Non è un dolce, ma una dolcezza naturale che sorprende chi la prova per la prima volta. La pasta, di solito ditalini o stellette, aggiunge una nota di corpo e una consistenza che contrasta con la cremosità. Si serve calda, in ciotola profonda, e il pane tostato strofinato con aglio si inzuppa nella minestra per completare il boccone. L'olio extra vergine a crudo è tradizionale, aggiunto a fine cottura.
Benessere
- Le fave secche contengono circa 25 g di proteine ogni 100 g, il che le rende una fonte importante di proteina vegetale, soprattutto per piatti senza carne.
- Ricche di ferro, magnesio e potassio, i minerali che aiutano la funzione muscolare e cardiovascolare. Il ferro nelle fave è di tipo non-eme, meglio assorbito se accompagnato da vitamina C.
- La minestra è molto sazia, grazie alle fibre e alle proteine. Un piatto unico leggero ma che regge fino a ore successive senza creare pesantezza.
- Le fave contengono L-DOPA, una molecola precursore della dopamina, naturalmente presente. Non cura nulla, ma è un dato curioso che spiega perché alcuni la considerano un comfort food vero.
- Abbinare un'insalata cruda di verdure di stagione completamente il pasto, aggiungendo vitamina C fresca e fibre ulteriori senza appesantire.
- Falso mito da sfatare: La minestra di favetta non fa male ai diabetici in porzioni ragionevoli. Le fave secche hanno un indice glicemico medio-basso grazie alle fibre e alle proteine che rallentano l'assorbimento degli zuccheri. Chi ha favismo (carenza enzimatica genetica) deve evitare sia le fave fresche che secche, ma è una condizione rara e specifica.
L'errore da non fare
Non frullare le fave mentre sono ancora troppo calde: il calore eccessivo fa diventare la minestra appiccicosa e gommosa invece che cremosa. Aspetta che si intiepidisca almeno dieci minuti. Secondo errore comune: aggiungere la pasta cruda quando la minestra è ancora molto calda e bollente violentemente. La pasta cuocerà male e la minestra diventerà poltiglia. Versa la pasta solo quando la crema è a un leggero sobbollire.
I nostri consigli
- La minestra di favetta si conserva in frigorifero per 3 giorni in un contenitore coperto. Si scalda a fuoco dolce aggiungendo un po' di brodo per ammorbidirla di nuovo. Congela bene anche in freezer per un mese.
- Se non trovi fave secche pelate, usa quelle intere e dopo la cottura passale al passaverdure prima di frullare, per togliere la buccia. Il risultato è più fine.
- Una variante territoriale comune è aggiungere un rosmarino durante la cottura delle fave, o sostituire parte del brodo con passata di pomodoro per una minestra agrodolce.
- Puoi abbinare un pezzetto di formaggio stagionato grattuggiato al piatto finito, o delle crostini di pane all'olio per chi ama croccantezza.
Quando prepararla
La minestra di favetta è un piatto da inverno e primi mesi di primavera, quando le fave secche sono in dispensa e il freddo chiede zuppe calde e corpose. È perfetta nei giorni piovosi o griandi, ma si prepara tutto l'anno perché le fave secche si trovano facilmente. I giorni del lunedì dopo il fine settimana sono tradizionalmente buoni per una minestra così, che riscalda senza pretese.
Domande frequenti
- Posso usare fave fresche al posto delle secche? Sì, ma il sapore è diverso: meno dolce e più erbaceo. Usa il doppio del peso in fave fresche sgusciate e cuoci solo 15 minuti. La consistenza finale sarà meno cremosa.
- La minestra deve essere densa come una vellutata o più liquida? Deve avere la consistenza di una crema densa ma che scivola dal cucchiaio senza grumetti. Se è troppo spessa sembra pappetta, se è troppo liquida è zuppa.
- Posso farla senza frullatore? Sì, passala con un passaverdure o uno schiaccia-patate. Avrà qualche granello in più, ma rimane comunque cremosa.
- Come tolgo la puzza dalle fave mentre cuociono? Le fave secche hanno un odore marcato, normale. Un gambo di sedano o una carota nella pentola aiuta ad attenuarlo durante la cottura.