Porzioni
6 barattoli da 250 ml
Ingredienti
| 2 kg | Mele cotogne mature e sode |
| 400 ml | Acqua filtrata |
| 800 g | Zucchero di canna integrale |
| 1 bacca | Vaniglia bourbon intera |
| 1 stecca | Cannella di Ceylon |
| 2 chiodi | Di garofano interi |
| 1 cucchiaio | Succo di limone fresco |
| Sale fino | Una piccola presa |
Valori nutrizionali
| 280 kcal | Energia |
| 0,4 g | Proteine |
| 0,3 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 72 g | Carboidrati |
| 68 g | di cui zuccheri |
| 1,8 g | Fibre |
| 0,05 g | Sale |
Come si prepara
1
Pulire le mele cotogne
Lava bene le mele cotogne sotto acqua fredda con uno spazzolino delicato per togliere la lanugine che ricopre la buccia. Asciugale con un panno pulito. Taglia via il picciolo e il fondo fiorale con un coltello piccolo e affilato.
2
Cuocere il frutto intero
Metti le mele intere in una pentola pesante di acciaio inox, copri d'acqua filtrata fino a sommergere completamente il frutto. Porta a ebollizione a fuoco medio, poi abbassa a fuoco medio-basso e cuoci per 45 minuti circa, finché la polpa non diventi molto morbida e si sfaldi facilmente con una forchetta. Il frutto deve essere completamente tenero.
3
Setacciare la polpa
Versa il contenuto della pentola in un colino a maglie fini posto sopra una ciotola grande di acciaio. Lascia scolare il liquido di cottura, poi pressa delicatamente la polpa con un cucchiaio di legno per estrarre la purea. Scarta bucce e semi. Dovresti ottenere circa 800 ml di purea densa e omogenea.
4
Aggiungere gli aromi
Versa la purea in una pentola di rame o acciaio di fondo pesante. Aggiungi lo zucchero di canna, il succo di limone fresco e il sale. Incidi la bacca di vaniglia per il lungo con un coltello affilato, raschia i semini e aggiungili alla pentola insieme al baccello. Aggiungi la stecca di cannella spezzettata e i chiodi di garofano interi.
5
Cottura e gelificazione
Porta a ebollizione leggera a fuoco medio, mescolando di frequente con un cucchiaio di legno. La miscela deve cuocere lentamente e uniformemente per 35-45 minuti. Man mano che evapora, il colore diventa più scuro e ambrato. Per testare la gelificazione, versa una goccia di melata su un piattino freddo: se si addensa e si piega leggermente quando la sposti con un dito, è pronta. La temperatura interna deve raggiungere 104-106 °C.
6
Filtrare gli aromi solidi
Quando la melata ha raggiunto la densità giusta, filtra il composto attraverso un colino a maglie fini per togliere la stecca di cannella, il baccello di vaniglia e i chiodi di garofano. Versa nuovamente la melata nella pentola e cuoci ancora 3-5 minuti mescolando per renderla uniforme.
7
Invasare e sigillare
Riempi vasetti di vetro sterilizzati, puliti con acqua calda e asciugati, fino a 1 cm dal bordo. Chiudi subito con coperchi metallici nuovi e gira i vasetti sottosopra per 5 minuti per sterilizzare il sigillo. Capovolgili di nuovo e lascia raffreddare completamente a temperatura ambiente per almeno 8 ore prima di riporli in un luogo fresco e buio.
Gusto
La melata ha un sapore dolce equilibrato, mai stucchevole, con una leggera astringenza che ricorda il tannino del frutto. Le mele cotogne cedono un aroma delicato e complesso, sottolineato dalla cannella e da un accenno di vaniglia che rende la conserva particolare e sofisticata. Si serve spalmata su pane tostato, su biscotti secchi, oppure come accompagnamento per formaggi a pasta dura o blu. È tradizionale servirla a fine pasto, fredda, quasi come un dessert leggero.
Benessere
- Le mele cotogne contengono pectina naturale in quantità elevata, che rende la gelificazione spontanea e agevole senza aggiunta di gelificanti industriali.
- Sono ricche di potassio e rame, minerali che supportano il sistema cardiovascolare e il metabolismo dei globuli rossi.
- La melata è una conserva densa ma non pesante: una piccola porzione sazia e aiuta la digestione grazie alla pectina, che favorisce la motilità intestinale.
- Durante la lunga cottura, gli zuccheri naturali delle mele si caramellizzano, creando composti (melanoidine) che conferiscono al colore scuro proprietà antiossidanti.
- Abbinata a formaggi duri o a una fetta di pane integrale tostato, diventa un pasto equilibrato: carboidrati, grassi nobili del formaggio e zuccheri naturali controllati dalla pectina.
- Falso mito da sfatare: Non è vero che la melata sia inadatta a chi segue una dieta a basso contenuto di zuccheri. Sebbene contenga zuccheri naturali concentrati, la quantità che si consuma per porzione è piccola (una o due cucchiaiate) e la pectina rallenta l'assorbimento degli zuccheri nel sangue. Chi ha diabete certificato deve comunque confrontarsi col medico, ma per la popolazione generale è un dolcificante naturale più controllato dello zucchero aggiunto.
L'errore da non fare
L'errore più comune è interrompere la cottura troppo presto, quando la melata ancora non ha raggiunto la giusta densità. Una melata che scorre dal cucchiaio come un liquido addenserato non durerà a lungo una volta aperta e potrà fermentare. Cuoci fino a quando una goccia su un piattino freddo forma una gelatina che oppone resistenza al movimento del dito. Secondo errore: non sterilizzare bene i vasetti e i coperchi. L'acqua calda non basta: scalda i vasetti in forno a 100 °C per 10 minuti prima di usarli.
I nostri consigli
- Conserva la melata in un luogo fresco e buio. Un barattolo unopened dura 18-24 mesi. Una volta aperto, tienilo in frigorifero in un vasetto di vetro con coperchio ben chiuso per non più di 4-6 settimane.
- Se gradisci una melata meno speziata, riduci i chiodi di garofano a uno solo e ometti la stecca di cannella, usando solo la vaniglia. Se invece ami gli aromi forti, aggiungi una spruzzata di pepe nero macinato fresco negli ultimi minuti di cottura.
- Usala per glassare carni arrosto, come accompagnamento per formaggi a pasta dura come Parmigiano Reggiano o Grana Padano, oppure spalmata su un biscotto secco come aperitivo. Si abbina bene anche su una crema di ricotta per un dessert veloce.
- Se non trovi mele cotogne fresche, puoi usare mele acerbe e aggiungere il succo di mezzo limone per aumentare l'acidità naturale che favorisce la gelificazione.
Quando prepararla
La melata di mele cotogne è una ricetta da fare in autunno inoltrato, da settembre a novembre, quando le mele cotogne sono mature e fragranti nei mercati. È il momento ideale perché il frutto ha raggiunto la massima morbidezza e il suo aroma speziato è più concentrato. Preparala quando il tempo è asciutto e non particolarmente umido, poiché l'umidità dell'aria può interferire con la gelificazione.
Domande frequenti
- Posso usare lo zucchero bianco al posto dello zucchero di canna? Sì, il risultato sarà identico dal punto di vista della gelificazione. Lo zucchero di canna integrale dà solo un colore leggermente più caldo e un aroma più profondo, ma non è obbligatorio.
- Che cosa succede se la melata non si addensa? Se dopo la cottura è ancora troppo fluida, rimettila sul fuoco e cuoci ancora 10-15 minuti, mescolando. Se il problema persiste, aggiungi un cucchiaio di succo di limone fresco e continua a cuocere: l'acidità aiuta la gelificazione della pectina naturale.
- Devo cuocere le mele intere o già tagliate? Cuocerle intere è tradizionale e preserva meglio la pectina naturale della buccia. Se le tagli prima, perdono pectina nell'acqua di cottura e la gelificazione diventa più difficile.
- Quanta melata produco da 2 kg di mele cotogne? Mediamente otterrai 6-7 barattoli da 250 ml, poiché l'acqua evapora durante la cottura e il peso finale si riduce di circa il 50 per cento.