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Maccarruni con le sarde

Vincenza Bertolino· 26 luglio 2015· 6 min di lettura ·Reggio Calabria
Piatto di maccarruni con le sarde con pasta giallo zafferano, sarde scure e finocchietto verde, servito in piatto bianco con ragù rosso visibile sulla pasta, guarnito con pepe nero
Preparazione
40 min
Cottura
25 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

350 gpasta fresca tipo maccarruni o rigatoni
400 gsarde fresche pulite
200 gricotta fresca di pecora
250 gpolpa di pomodoro o pomodori pelati
40 gfinocchietto selvatico fresco o secco
0,1 gzafferano in polvere o pistilli
3 spicchiaglio
4 cucchiaiolio extravergine di oliva
20 gpepe nero macinato al momento
10 gsale

Valori nutrizionali

145 kcalEnergia
7,2 gProteine
5,8 gGrassi
1,9 gdi cui saturi
12,5 gCarboidrati
0,8 gdi cui zuccheri
1,1 gFibre
0,6 gSale
Come si prepara
1
Pulire e preparare le sarde
Eliminare la testa e le interiora delle sarde fresche, risciacquarle bene sotto acqua fredda corrente e asciugarle con carta assorbente. Lasciarle intere o tagliarle in pezzi medi a seconda della taglia.
2
Preparare il ragù
In una padella ampia versare l'olio e aggiungere l'aglio tritato finemente. Farlo rosolare per 2 minuti a fuoco medio, poi aggiungere le sarde. Farle insaporire per 5 minuti, mescolando delicatamente in modo che si sgranino ma non si disintegrichino.
3
Aggiungere pomodoro e zafferano
Versare la polpa di pomodoro nel ragù, aggiungere lo zafferano sciolto in 2 cucchiai di acqua tiepida. Salare leggermente, perché le sarde sono già salate. Cuocere a fuoco medio per 10 minuti finché il ragù non si addensa e il pomodoro perde l'acidità.
4
Cuocere la pasta
Portare a ebollizione una pentola di acqua salata generosamente. Immergere la pasta e cuocerla secondo il tempo indicato sulla confezione, solitamente 8-10 minuti se fresca. La pasta deve restare al dente.
5
Mescolare pasta e ragù
Scolare la pasta mantenendo una tazza di acqua di cottura. Versare la pasta direttamente nel ragù e mescolare per 2 minuti, aggiungendo un po' di acqua di cottura se il condimento risulta troppo asciutto. La pasta deve essere umida e ben ricoperta dal ragù.
6
Aggiungere il finocchietto
Aggiungere il finocchietto selvatico tritato finemente al piatto già impiattato, oppure mescolare delicatamente nella padella negli ultimi secondi. Se lo zafferano non è stato ancora spolverato, aggiungerlo ora insieme al pepe nero macinato fresco.
7
Impiattare e servire
Dividere il piatto nelle quattro porzioni immediatamente, utilizzando una pinza o una forchetta e un cucchiaio. Aggiungere una macinata di pepe nero su ogni porzione. Servire caldo senza ritardi affinché la pasta mantenga la giusta consistenza.

Gusto

Il sapore è dominato dall'umami delle sarde fresche, un pesce azzurro dal gusto deciso che non è delicato. Il finocchietto selvatico dona una nota anice leggermente amara che equilibra la ricchezza della ricotta. Lo zafferano aggiunge un'aromaticità floreale e terrosa. Si serve caldo, subito dopo l'impiattamento, affinché la pasta mantenga la giusta consistenza. L'abbinamento tradizionale è con un vino bianco secco della zona, possibilmente della Sardegna.

Benessere

  • Le sarde fresche contengono omega 3 a catena lunga, acidi grassi polinsaturi che favoriscono la salute cardiovascolare. Una porzione di 150 grammi di sarde fornisce circa 1,5 grammi di omega 3.
  • Le sarde sono ricche di selenio, fosforo e vitamina D naturale, soprattutto se pescate in acque fredde. Il finocchietto selvatico aggiunge potassio e magnesio.
  • È un piatto sostanzioso e saziante grazie alla combinazione di pasta, ricotta e pesce; una porzione media di 350 grammi fornisce circa 450 calorie e circa 25 grammi di proteine, ideale come piatto unico a pranzo.
  • La ricotta utilizzata per il ripieno contiene lattosio in quantità inferiore rispetto ai formaggi stagionati, rendendola più digeribile per chi ha sensibilità moderate ai latticini.
  • Per un pasto equilibrato, abbina il piatto a un contorno di verdure crude o cotte leggermente, come un'insalata di pomodori o cicoria bollita, senza aggiungere altri grassi in cottura.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che il pesce azzurro delle sarde sia "grasso" in senso negativo. I grassi delle sarde sono prevalentemente insaturi, mentre i saturi sono meno del 25 per cento del totale lipidico. Chi segue una dieta per il colesterolo non deve evitare le sarde, anzi; la ricerca documenta che il consumo regolare di pesce azzurro abbassa i trigliceridi.

L'errore da non fare

L'errore più frequente è usare sarde congelate senza farle scolare bene dall'eccesso di liquido, oppure sarde in scatola già salate. Il ragù diventa acquoso e salato, perdendo il sapore concentrato che caratterizza il piatto. Se utilizzi sarde congelate, scongelale lentamente in frigorifero per almeno 4 ore e asciugale bene con carta prima di utilizzarle. Un altro errore comune è non togliere le interiora alle sarde fresche: il gusto diventa amaro e sgradevole.

I nostri consigli

  • Il piatto si conserva in frigorifero per un massimo di 2 giorni coperto in contenitore a chiusura ermetica. Non congela bene perché la pasta perde consistenza. Se riscaldi gli avanzi, fallo a bagnomaria aggiungendo un po' di brodo caldo.
  • Se il finocchietto selvatico fresco non trovi, puoi usarne il secco reperibile in erboristeria; dimezzare la dose perché è più concentrato. L'alternativa è il finocchio bulbo affettato sottile e soffritto brevemente nell'olio, ma cambia il sapore decisamente.
  • La ricotta di pecora è tradizionale, ma funziona bene anche la ricotta vaccina se la prima non reperibile. Evita la ricotta molto umida che diluisce il ragù; se necessario asciugala con un colino rivestito di garza per un paio d'ore.
  • Un'aggiunta interessante è una manciata di uvetta o pinoli tostati, usati in alcune interpretazioni dell'est Sardegna. Aggiungili al ragù 5 minuti prima di mescolare la pasta.

Quando prepararla

I «maccarruni con le sarde» è un piatto perfetto tutto l'anno, ma è più saporito quando le sarde fresche sono in stagione nei mesi più freddi, da settembre a maggio. È un piatto ideale per il pranzo domenicale familiare perché è completo dal punto di vista nutrizionale e non richiede contorni elaborati.

Domande frequenti

  • Posso usare pasta secca invece di quella fresca? Sì, ma il risultato finale sarà diverso. La pasta secca richiede 10-12 minuti di cottura e assorbe meno il ragù. Se la usi, cuocila fino al dente e aggiungi più acqua di cottura al ragù per evitare che il piatto diventi asciutto.
  • Le sarde fanno male se mangiate troppo spesso? No, anzi. Le sarde sono consigliate due volte alla settimana in una dieta equilibrata. L'unica controindicazione è per chi è allergico al pesce o intollerante alla tiamina, ma è rara.
  • Se non amo il finocchietto, posso ometterlo? Sì, ma il piatto perderà una nota aromatica caratteristica. Come alternativa puoi usare prezzemolo fresco e un pizzico di semi di finocchio tostati, che regala una nota simile senza la nota amara.
  • Quanto zafferano devo aggiungere davvero? Il dosaggio è delicato: 0,1 grammi per porzione, circa 4 pistilli. Lo zafferano in eccesso rende il piatto amaro. Se usi la polvere, un pizzico tra tre dita è sufficientemente preciso.
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