
| 320 g | Farina di grano tenero tipo 0 |
| 4 uova intere medie | Per la pasta fresca |
| 200 g | Ricci di mare freschi, interi e integri |
| 40 ml | Olio d'oliva extra vergine |
| 1 limone biologico | Per succo e scorza |
| 1 mazzetto | Prezzemolo fresco a foglia piatta |
| 1 pizzico | Sale marino integrale |
| 1 pizzico | Pepe nero macinato |
| 145 kcal | Energia |
| 16 g | Proteine |
| 6 g | Grassi |
| 1,5 g | di cui saturi |
| 8 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 0,8 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Il sapore è deciso e salato, con quella nota inconfondibile di brezza marina che solo il riccio crudo sa dare. La pasta assorbe il liquido del riccio e il suo brodo naturale, mentre la parte cremosa dell'animale si distribuisce sul filo di pasta. Il limone fresco aggiunge acidità leggera, l'olio rinforza la fragranza. Servito tiepido, con il riccio a temperatura ambiente ma ancora crudo, è il modo tradizionale per gustarlo. Si abbina a un bianco secco di zona costiera o a una birra chiara.
Non overcuocere i maccarruni. La pasta deve rimanere al dente, non molle, perché il riccio crudo assorbirà il calore residuo della pasta e il suo stesso liquido finirà per ammorbidire ulteriormente il filo. Se la pasta è già ben cotta, il risultato sarà appiccicaticcio. Controllare il tempo di cottura a partire dal secondo minuto, assaggiando uno o due pezzi dal piatto di cottura.
I «maccarruni ca' li ricci di mari» si preparano nei mesi più freddi, da settembre a maggio, quando la raccolta dei ricci è maggiore e la qualità è più garantita. È un piatto tipico di novembre e dicembre, stagione di picco per il riccio di mare. In primavera inoltrata e in estate la disponibilità cala, anche se non scompare del tutto nelle zone costiere maggiori.