Ingredienti
| 30 g | tartufo nero fresco o 10 g secco reidratato |
| 500 ml | alcol puro a 95 gradi |
| 200 g | zucchero bianco |
| 300 ml | acqua demineralizzata |
| 1 | stecca di vaniglia (facoltativa) |
| 2-3 | grani di pepe nero |
| 1 | bottiglia di vetro scuro da 750 ml con tappo ermetico |
Valori nutrizionali
| 280 | kcal |
| 0,2 | g Proteine |
| 0 | g Grassi |
| 0 | g di cui saturi |
| 15 | g Carboidrati |
| 15 | g di cui zuccheri |
| 0 | g Fibre |
| 0,01 | g Sale |
Come si prepara
1
Pulire il tartufo
Se fresco, spazzola delicatamente il tartufo con uno spazzolino morbido per togliere la terra, senza lavarlo. Se secco, immergilo in acqua tiepida per 10 minuti, poi asciugalo bene con carta assorbente.
2
Affettare il tartufo
Taglia il tartufo in lamelle sottili e regolari con un coltello a lama lunga e affilata. Le fette devono essere spesse circa 2-3 mm per favorire la dispersione dell'aroma.
3
Preparare lo sciroppo
In un pentolino, scalda l'acqua demineralizzata fino quasi al bollore, poi versa lo zucchero e mescola per 3-4 minuti finché non si dissolve completamente. Spegni il fuoco e lascia raffreddare a temperatura ambiente per almeno 20 minuti.
4
Assemblare l'infusione
Versa l'alcol nella bottiglia pulita e sterile, aggiungi le lamelle di tartufo, il pepe nero e, se usi, la stecca di vaniglia spezzata a metà. Poi versa lentamente lo sciroppo raffreddato. Chiudi il tappo con fermezza.
5
Riposare al buio
Riponi la bottiglia in un luogo fresco, buio e asciutto per 20 giorni. Agita gentilmente il contenitore ogni 2-3 giorni per favorire l'infusione uniforme. Non aprire la bottiglia durante questo periodo.
6
Filtrare e imbottigliare
Dopo 20 giorni, filtra il liquore attraverso una garza sterile o un colino fine in una bottiglia pulita. Scarta il tartufo e gli altri ingredienti solidi. Tappa bene e etichetta con la data.
7
Conservare e servire
Riponi il liquore in frigorifero o in cantina fresca. Serve freddo in bicchierini da liquore da 30-40 ml, dopo i pasti. Il liquore si conserva fino a 3 anni se ben sigillato.
Gusto
Il sapore è aromatico e terroso, mai stucchevole. La dolcezza dello sciroppo di base equilibra l'intensità del tartufo, che donava un sottofondo minerale e sofisticato. Si serve rigorosamente freddo, in bicchierini piccoli, alla fine del pasto per favorire la digestione. L'abbinamento tradizionale è dopo una cena ricca di carni o formaggi, oppure come digestivo puro a fine festa.
Benessere
- Il tartufo è ricco di proteine vegetali e minerali come ferro, potassio e magnesio, anche se in piccole quantità date la proporzione nel liquore.
- L'alcol etilico, se consumato in moderazione e dopo i pasti, aiuta la produzione di succhi gastrici e favorisce la digestione di piatti grassi.
- È un digestivo leggero e concentrato: pochi sorsi bastano per completare il pasto senza appesantire.
- Il tartufo contiene composti organici volatili che stimolano l'appetito e le secrezioni salivari, proprietà che si conservano parzialmente nell'infuso.
- Per un pasto equilibrato, abbinalo alla fine di una cena importante ricca di proteine e grassi; non consumarlo a stomaco vuoto.
- Falso mito da sfatare: Non è vero che il tartufo abbia proprietà afrodisiache provate scientificamente. Si tratta di una tradizione medievale senza fondamento biologico documentato. Quello che è vero è che l'aroma stimola i sensi e favorisce il piacere del palato, che è un aspetto sensoriale, non medico.
L'errore da non fare
Non lavare il tartufo fresco sotto l'acqua corrente, perché assorbe umidità e perde aroma. Non filtrare il liquore prima di 20 giorni completi, altrimenti l'infusione rimane debole e insipida. Non usare alcol a gradazione inferiore a 40 gradi, perché non conserverebbe bene i composti volatili del tartufo né la stabilità del preparato nel tempo.
I nostri consigli
- Se non trovi tartufo fresco, usa quello secco in commercio, reidratandolo brevemente: occorre meno quantità ed è più economico. L'aroma rimane intenso e duraturo.
- Conserva il liquore in bottiglia scura, lontano dalla luce diretta e da fonti di calore, per mantenere inalterato l'aroma. Un ripostiglio fresco o una cantina sono ideali.
- Servi il liquore a una temperatura tra 4 e 8 gradi, meglio ancora se i bicchierini sono stati raffreddati in freezer per 5 minuti prima del servizio.
- Puoi aggiungere una goccia di tartufo oil (olio aromatizzato di tartufo) nel bicchiere al momento del servizio per intensificare l'aroma, se lo desideri più marcato.
- Regala il liquore in bottiglie piccole, ben etichettate con data e ingredienti: è un dono elegante e fatto in casa che stupisce.
Quando prepararla
Il periodo migliore è l'autunno e l'inizio dell'inverno, quando il tartufo nero è disponibile fresco e di qualità. Preparalo a fine settembre o in ottobre se vuoi averlo pronto per le cene di dicembre e gennaio. Se usi tartufo secco, puoi preparare il liquore tutto l'anno, ma l'ideale rimane comunque l'autunno per il simbolismo e la reperibilità della materia prima.
Domande frequenti
- Posso usare tartufo bianco invece di nero? Sì, ma il risultato sarà più delicato e con aroma più floreale. Usa la stessa quantità e segui il procedimento identico. Il tartufo bianco è più costoso, quindi valuta bene se ne vale la pena.
- Il liquore al tartufo contiene molti zuccheri? Sì, contiene circa 15 g di zuccheri per 100 g, perché la base è uno sciroppo. È comunque uno sorsetto da dopo pasto, non una bevanda quotidiana. Una piccola porzione da 30 ml apporta circa 8 g di zuccheri.
- Quanto tempo mi serve di pazienza? Il liquore ha bisogno di 20 giorni di riposo minimo. Se preferisci un aroma più intenso, attendi 30-40 giorni. Dopo l'apertura, si conserva bene in frigorifero per 2-3 anni se ben tappato.
- Cosa faccio con il tartufo rimasto dalla filtrazione? Non ha più aroma marcato. Puoi compostarlo oppure secarlo completamente e usarlo grattugiato su piatti come guarnizione, anche se il sapore sarà tenue.