
| 1 lepre da 1,2-1,5 kg | già pulita e porzionata dal macellaio |
| 250 ml | vino rosso secco |
| 2 carote medie | tagliate a rondelle |
| 2 gambi di sedano | tagliati a pezzi |
| 1 cipolla bianca media | tagliata a spicchi |
| 300 g | pomodori pelati |
| 4 cucchiai | olio extravergine di oliva |
| 2 rametti | rosmarino fresco |
| 2 foglie | salvia fresca |
| 4-5 bacche | ginepro |
| 1 foglia | alloro |
| 600 ml | brodo vegetale o di carne |
| Sale e pepe | q.b. |
| 145 kcal | Energia |
| 21 g | Proteine |
| 6,5 g | Grassi |
| 2,1 g | di cui saturi |
| 4,2 g | Carboidrati |
| 1,8 g | di cui zuccheri |
| 1,1 g | Fibre |
| 0,95 g | Sale |
Il sapore è deciso e savoureux, con la carne che sviluppa note ricche di umami grazie alla lunga cottura e al vino rosso. L'aroma aromatico di rosmarino, salvia e ginepro (se aggiunto) caratterizza il brodo. La consistenza della carne è morbida, quasi scioglievole dopo ore di brasatura, mentre le verdure mantengono una leggera texture. Si serve direttamente nel piatto fondo col suo sugo, accompagnato tradizionalmente da polenta creamy, pasta larga o pane tostato per assorbire il condimento.
Non saltare la rosolarura iniziale della carne a fuoco vivo: è il passaggio che crea la crosticina dorata, indispensabile per trattenere i succhi e sviluppare profondità di sapore. Un errore comune è anche aggiungere troppo liquido: la lepre deve cuocere in umido denso, non in brodo. Se la salsa risulta troppo liquida a metà cottura, alzare il fuoco e ridurre scoperta per 10 minuti.
La lepre alla cacciatora è ideale da novembre a febbraio, quando la selvaggina è disponibile nei mercati e il freddo invernale consiglia piatti robusti e lunghe cotture. È perfetta per pranzi festivi autunnali, cene in famiglia nei mesi freddi e per ospiti che gradiscono sapori autentici e non convenzionali.