
| 320 g | farro decorticato |
| 200 g | pomodori |
| 150 g | cetriolo |
| 1 pezzo | peperone giallo |
| 60 ml | olio extravergine |
| 2 cucchiai | succo di limone |
| 1 presa | sale |
| mezza presa | pepe nero |
Molti cuociono il farro come la pasta bianca, gettando via l'acqua di cottura al minimo segno di tenerezza. Il farro rimane duro perche il chicco intero ha bisogno di tempo, non di velocita. Se lo raccolti dopo venti minuti credendo sia pronto e poi lo usi freddo, durante la notte continua ad assorbire umidita dal condimento e diventa molle. Il timing esatto conta: venticinque minuti per il decorticato, e il chicco deve cedere ma mantenere l'anima croccante al morso.
Nei vent'anni della mensa ho servito farro freddo almeno due volte a settimana. Non era uno di quei piatti che i bambini prendono per educazione: lo mangiavano davvero, anche perche non era asciutto. Mi ricordo che la responsabile mi chiedeva come facessi a farlo risultare umido senza che fosse bagnato, e io rispondevo che era il farro stesso a scegliere di stare bene con l'olio e il limone. Mia madre non lo usava quasi mai in cucina, era piu una cosa da festa in casa degli amici di mio padre. Ma una volta vedendomi impegnata a pesare i chicchi grani per la mensa mi disse che il farro e l'unico cereale che non si lamenta di stare in frigo. Aveva ragione, come sempre.