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Guanciale di Teramo: sapore affumicato e speziato che nutre le ossa e il sangue

Vincenza Bertolino· 30 novembre 2025· 5 min di lettura ·Altre città
Fette di guanciale di Teramo affettato sottile su un piatto bianco, carne rosata con grasso bianco marezzato, contorno di pane tostato
Preparazione
5 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

200 gGuanciale di Teramo in pezzo
8 fettePane casereccio tostato
100 gBurro fresco non salato
1 limoneNon trattato, solo la scorza
Pepe neroMacinato al momento
Un pizzicoSale marino fine

Valori nutrizionali

470 kcalEnergia
23 gProteine
41 gGrassi
16 gdi cui saturi
0 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
0 gFibre
2,8 gSale
Come si prepara
1
Togliere dal frigo
Estrai il guanciale dal frigorifero 15 minuti prima di affettare, così la carne si riscalda e risulta più facile da tagliare senza strappi.
2
Affettare sottile
Con un coltello affilato o una affettatrice manuale, taglia il guanciale in fette uniformi di circa 2-3 millimetri. Le fette devono essere sottili ma compatte.
3
Preparare il pane
Taglia il pane a fette di mezzo centimetro, passale in tostapane o su una piastra calda per 2-3 minuti per lato, finché risultano croccanti e leggermente dorate.
4
Comporre il piatto
Su un piatto freddo, disponi le fette di guanciale leggermente sovrapposte. Posiziona il pane tostato ai lati e una porzione di burro fresco in una ciotolina piccola.
5
Finire
Grattugia finemente la scorza di limone sopra il guanciale, aggiungi tre giri di pepe nero macinato fresco e un pizzico leggero di sale marino. Servi subito.

Gusto

Il sapore del guanciale di Teramo è pieno e salato, non aggressivo ma netto. La carne ha una nota speziata delicata, spesso con tracce di pepe nero e aglio. Il grasso fonde in bocca con una morbidezza che contrasta con la resistenza della fibra muscolare. Si serve in tavola affettato sottile, a temperatura ambiente, con pane tostato, burro fresco o formaggio di capra. L'abbinamento tradizionale abruzzese è con vino rosso asciutto, come un Montepulciano d'Abruzzo, che taglia la grassezza e esalta le spezie.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è affettare il guanciale quando è ancora freddo di frigorifero, oppure usare un coltello non abbastanza affilato. In entrambi i casi le fette si rompono, diventano irregolari e il grasso si separa dalla carne, rovinando la presentazione e l'esperienza in bocca. Il guanciale freddo diventa anche troppo rigido e difficile da tagliare pulito. Aspetta quindici minuti e usa sempre un coltello ben affilato, possibilmente lungo almeno venti centimetri.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il guanciale di Teramo si serve bene da settembre a maggio, quando le temperature sono fresche e il grasso ha quella consistenza giusta, non troppo morbido. D'estate è possibile servirlo, ma meglio tenerlo in frigorifero fino al momento e affettare al momento, perché il caldo rammorbidisce il grasso. È perfetto come antipasto di una cena invernale, oppure come second piatto leggero e proteico a pranzo.

Domande frequenti

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