
| 600 g | cavolfiore, diviso in piccoli cimette |
| 500 g | carote, tagliate a bastoncini sottili |
| 400 g | cetrioli piccoli, tagliati a rondelle spesse 4 mm |
| 300 g | cipolla bianca, affettata sottile |
| 200 g | peperone rosso, tagliato a cubetti |
| 750 ml | aceto bianco di vino |
| 500 ml | acqua |
| 40 g | sale marino grosso |
| 15 g | zucchero bianco |
| 6 | grani di pepe nero |
| 2 | foglie di alloro |
L'errore piu comune e lasciare le verdure troppo a lungo in ebollizione nella salamoia, pensando che cosi si conservino meglio. Accade il contrario: le verdure diventano molli, il cavolfiore si sgretola, i cetrioli perdono quella consistenza che li rende interessanti da mangiare. Un'altra trappola e mescolare le verdure calde nei vasetti: il moto le rende ancora piu fragili. Devi versarle con delicatezza, lasciando che si sistemino da sole grazie alla gravita e al liquido.
Nel nostro orto del monastero abbiamo coltivato la stessa parcella di cavolfiore e carote per quasi quaranta anni. L'orto cambia con le stagioni, ma la giardiniera rimane il nostro riferimento: quando le verdure dell'estate sono al loro picco, quando il cavolfiore bianca si apre perfetto e i cetrioli sono ancora teneri, iniziamo a fare le conserve. Non c'e fretta, non c'e gara. La pazienza di aspettare che la salamoia si freddi, la precisione nel dosare il sale, l'attenzione nel non eccedere con il fuoco: sono gesti che ripeto da decenni. Mia sorella Luisa mi passava le ricette, mia nonna prima di lei, e cosi andiamo avanti. La croccantezza che dura mesi in un vasetto e la croccantezza della memoria, quella che non si perde.