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Fave ripassate

Vincenza Bertolino· 28 aprile 2025· 6 min di lettura ·Reggio Emilia
Un piatto bianco con fave ripassate cremose di colore giallo dorato, condite con olio d'oliva verde scuro, pepe nero e un filo d'olio in superficie, accompagnate da crostini di pane tostato
Preparazione
10 min
Cottura
90 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

400 gfave secche decorticate
1 litroacqua fredda
3 spicchiaglio
80 mlolio d'oliva extravergine
7 gsale grosso
2 gpepe nero macinato
paneper accompagnare, preferibilmente tostato

Valori nutrizionali

110 kcalEnergia
8 gProteine
3 gGrassi
0,5 gdi cui saturi
13 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
6 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Risciacquo e primo ammollo
Metti le fave in una ciotola, coprile con acqua fredda e lasciale a riposo per 8 ore o tutta la notte. Scola e risciacqua bene sotto l'acqua corrente. Questo passaggio riduce il tempo di cottura e rende le fave più digeribili.
2
Cottura iniziale
Versa un litro di acqua fredda in un tegame ampio a fondo spesso. Aggiungi le fave ammollate e porta a ebollizione a fuoco medio-alto. Quando l'acqua riprende il bollore, riduci a fuoco basso e copri il tegame con un coperchio.
3
Cottura lenta
Lascia cuocere per circa 60 minuti senza muovere le fave, con il coperchio sempre chiuso. L'acqua deve mantenersi a un soave sobollire, mai a una bollitura violenta. Dopo 60 minuti, verifica il grado di ammorbidimento schiacciando una fava con un cucchiaio: deve cedere senza resistenza.
4
Passata e aggiunta dell'aglio
Quando le fave sono morbide, trasferiscile in un frullatore a immersione insieme all'acqua di cottura rimasta (circa 400-500 ml). Frulla fino a ottenere una crema completamente liscia, senza grumi. Nel frattempo, pesta leggermente gli spicchi d'aglio con il piatto di un coltello e aggiungili direttamente al tegame in cui versarai la crema di fave.
5
Cottura finale della crema
Riversa la crema di fave nel tegame con l'aglio. Accendi il fuoco a basso e lascia cuocere per altri 15-20 minuti, mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno per evitare che aderiscano al fondo. La crema deve muoversi lentamente nel tegame, non deve essere né troppo densa né liquida.
6
Aggiunta del sale e condimento
A questo punto le fave ripassate sono quasi pronte. Aggiungi il sale grosso e mescola bene. Assaggia e correggi se necessario, tenendo presente che il sapore deve essere equilibrato, senza eccessi di sale.
7
Finitura in olio
Verso il termine della cottura, in un pentolino piccolo, scalda circa 60-70 ml di olio d'oliva extravergine a fuoco molto basso insieme agli ultimi spicchi d'aglio leggermente pestati, solo per profumare l'olio per 2-3 minuti senza rosolarli. Versa questo olio caldo sulle fave ripassate ancora nel tegame, mescola bene e spegni il fuoco. Trasferisci in un piatto di servizio, aggiungi il pepe nero macinato fresco e un altro filo d'olio a crudo. Servi tiepido con pane tostato.

Gusto

Il sapore è dolce e terroso, con quella nota tostata leggera che arriva dalla lunga cottura. L'olio di oliva si sente subito al palato, equilibrato dal pepe e da un pizzico di sale che non deve mai eccedere. Le fave ripassate si mangiano con il pane, meglio se tostato, che serve a raccogliere la crema dal piatto e a dare corpo al boccone. È un piatto che regge bene anche tiepido, ancora più gradevole il giorno dopo, se riscaldato dolcemente con un filo d'acqua tiepida.

Benessere

L'errore da non fare

Il più comune è rinunciare a mescolare durante la cottura della crema oppure cuocere a fuoco troppo alto e lasciar attaccare il fondo del tegame, rovinando completamente il sapore delicato del piatto. Altrettanto grave è non usare un tegame a fondo spesso, perché il calore si distribuisce male e le fave cuociono in modo disomogeneo. Infine, aggiungere il sale quando l'acqua non è ancora fredda o durante i primi minuti di cottura rallenta l'ammorbidimento: aspetta che le fave siano quasi pronte.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le fave ripassate sono un piatto da cucina invernale, da fine autunno fino a marzo, quando le verdure fresche scarseggiano e i legumi secchi tornano protagonisti sulla tavola. È ideale in una sera di freddo, come piatto unico accompagnato da un'insalata, oppure come contorno ricco e saziante in un pasto più articolato. Si presta bene anche come piatto da portare a un'assaggiata in famiglia, poiché rimane buono anche tiepido.

Domande frequenti

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