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Fave guastate

Vincenza Bertolino· 11 febbraio 2015· 5 min di lettura ·Bari
Baccello di fave aperto con semi verde salvia, alcuni con macchie marroni evidenti, poggiato su un tavolo di legno con fave fresche accanto
Preparazione
10 min
Cottura
0 min (crude) o 15 min (bollite)
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
primavera

Ingredienti

1 kgfave fresche in baccello (circa 400 g sgusciate)
200 gpecorino romano o pecorino toscano a fette
400 gpane toscano non salato o pane integrale
3 cucchiaiolio di oliva extra vergine
1 pizzicosale marino grosso
pepe neromacinato al momento

Valori nutrizionali

73 kcalEnergia
6,8 gProteine
0,4 gGrassi
0,1 gdi cui saturi
11,7 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
5,9 gFibre
0,05 gSale
Come si prepara
1
Scegli le fave
Seleziona baccelli di colore verde brillante, senza macchie scure o evidenti ammaccature. Annusa leggermente: l'odore deve essere vegetale e fresco, mai acido o di fermentazione.
2
Sguscia le fave
Apri delicatamente il baccello lungo la cucitura, facendo scorrere il pollice all'interno. Estrai i semi con cura. Inspeziona ogni seme: se ha macchie marroni o grigie, scartalo.
3
Priva della buccia esterna
Prendi ogni fava e con l'unghia o con i denti stacca la buccia spessa che avvolge il seme. Scoprirai il cotiledonin verde tenerissimo. Questo passaggio impiega circa 8-10 minuti per 400 g di fave.
4
Lava e asciuga
Risciacqua le fave pelate sotto acqua fredda corrente, poi asciugale delicatamente con carta assorbente o un panno pulito. L'acqua in eccesso diluisce il sapore.
5
Condisci
Disponi le fave in una ciotola, aggiungi olio di oliva, un pizzico di sale marino grosso e pepe nero macinato al momento. Mescola dolcemente con un cucchiaio di legno, senza schiacciare.
6
Impiatta
Versa le fave condite in un piatto piano, distribuite a velo. Aggiungi le fette di pecorino romano accanto, alcune leggermente sovrapposte. Posa il pane tostato di lato o mantienilo separato per intingere.

Gusto

Le fave fresche hanno un sapore dolciastro, leggermente erbaceo, con una nota minerale delicata. Quando sono guastate o fermentate, il sapore diventa aspro, amaro, talvolta acido: sgradevole in bocca. Le fave si mangiano tradizionalmente crude, sbucciate, con pecorino fresco e pane toscano, oppure cotte in umido con cipolla e pancetta. Il gusto si mantiene integro solo se il seme è integro e privo di muffe interne.

Benessere

L'errore da non fare

Non mangiare mai le fave crude senza aver tolto la buccia esterna, specialmente se in famiglia c'è storia di favismo: quella pellicola contiene più composti che scatenano la reazione. Inoltre, se il baccello emana odore di acido acetico o muffe, non tentare di salvare il seme credendo di riuscire a pulirlo: la muffa penetra anche dentro. Una fava con la buccia interna scura è già compromessa internamente.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le fave fresche in baccello arrivano al mercato tra marzo e maggio, con picco ad aprile. È il momento ideale per mangiarle crude, quando il seme è tenerissimo e il baccello ancora cedevole. Dopo maggio la qualità declina rapidamente: il baccello diventa coriaceo, il seme più farinoso. In autunno e inverno trova solo fave secche, che richiedono ammollo e cottura prolungata.

Domande frequenti

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