
| 800 g | fave fresche in baccello |
| 250 g | formaggio cremoso di pasta tenera (tipo caciotta o ricotta salata giovane) |
| 80 ml | olio extravergine d'oliva |
| 1 pizzico | sale fino |
| 1 pizzico | pepe nero macinato |
| 4 fette | pane di grano intero tostato |
| q.b. | menta fresca (facoltativa) |
L'errore più comune è cuocere le fave troppo a lungo. Se le lessate oltre i 5 minuti, perdono la texture e diventano una purea poco interessante. Ricordate che in mensa abbiamo sempre peccato per eccesso di cautela: il risultato era un piatto piatto. Le fave devono mantenere quella leggerezza primaverile, quasi una promessa che la cucina non ha ancora rovinato.
Questo piatto appartiene ai mesi di aprile, maggio e prima metà di giugno, quando le fave fresche arrivano nei mercati ancora tenere e dolci. Dopo l'estate, le fave diventano dure e fibriche: peccato. È il piatto che scegliete quando volete ricordare che la primavera non dura per sempre, e che mangiare con le stagioni non è un'ossessione ma una scelta di gusto puro.