
| 800 g | fave in baccello fresco |
| 150 g | pecorino romano a scaglie |
| 3 cucchiai | olio extravergine di oliva |
| 1 pizzico | sale marino grosso |
| 1 pizzico | pepe nero macinato |
| 4 fette | pane tostato |
Il rischio maggiore è cuocere le fave troppo a lungo: diventano insipide e mollicce, perdono quel sapore leggermente dolce e quella consistenza che le rende interessanti. Molti le lessano per 10-15 minuti quando bastano 4-5 se le fave sono giovani. Un altro errore è lesinare sul pecorino: servono scaglie generose, non una spolverata timida. Il formaggio deve essere presente all'assaggio, non un dettaglio.
Questo piatto è nato per la primavera, quando le fave freschi sono disponibili nei mercati e hanno quel sapore tenebrino e delicato. Il periodo ideale è da fine marzo a maggio. Fuori da questa stagione, il piatto perde gran parte del suo fascino, perché la fava fresca non ha eguali. È un'ottima scusa per mangiarla quando si può e dimenticarsi nei mesi freddi.