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Favata: zuppe di fave che nutrono con dolcezza e leggerezza mediterranea

Vincenza Bertolino· 5 marzo 2026· 6 min di lettura ·Altre città
Ciotola di ceramica bianca con favata densa color ocra, servita con filo d'olio d'oliva, accanto pane tostato e un cucchiaio di legno su tavolo in pietra grigia
Preparazione
15 min
Cottura
90 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

400 gFave secche
200 gCicoria selvatica fresca o congelata
1 cipolla mediaCipolla dolce, intera
2 spicchiAglio
3 cucchiaiOlio d'oliva
1 pizzicoPeperoncino rosso secco tritato
1 litro e mezzoAcqua di fonte o filtrata
saleSale marino fino

Valori nutrizionali

95 kcalEnergia
7,5 gProteine
1,8 gGrassi
0,4 gdi cui saturi
14 gCarboidrati
1,5 gdi cui zuccheri
3,5 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Sciacquare e ammollare le fave
Sciacqua le fave secche sotto acqua fredda corrente, eliminate quelle appassite o scure. Mettile a bagno in acqua fredda per almeno 8 ore, o anche una notte intera. Questo riduce il tempo di cottura successivo e le rende più digeribili.
2
Preparare il soffritto
Scalda l'olio d'oliva in una pentola pesante a fuoco medio. Aggiungi la cipolla intera (pulita e senza pellicola esterna) e gli spicchi d'aglio schiacciati. Lascia rosolare per 3-4 minuti finché l'aglio non comincia a colorirsi leggermente. Non farlo bruciare.
3
Aggiungere le fave e l'acqua
Scola le fave ammollate e versale nella pentola. Copri subito con l'acqua, portando il livello circa 3-4 dita sopra il legume. Accendi il fuoco al massimo per portare a ebollizione, poi abbassa a fuoco medio-basso e mantieni un sobollire regolare per circa 60 minuti, controllando il livello d'acqua ogni tanto.
4
Aggiungere la cicoria
Dopo 60 minuti, quando le fave cominciano a ammorbidirsi, aggiungi la cicoria fresca tagliata a pezzetti oppure quella congelata ancora scongelata. Rimestala delicatamente. Continua la cottura per altri 20-25 minuti fino a che le fave non si sfaldino leggérmente al contatto del cucchiaio.
5
Regolare la consistenza
Ricorda che la favata deve rimanere densa, quasi un purée, non una minestra liquida. Se c'è troppa acqua, alza il fuoco e lascia evaporare per 5-10 minuti rimestando spesso. Se è troppo spessa, aggiungi acqua calda mezzo bicchiere alla volta.
6
Salare e dosare il peperoncino
A cottura quasi conclusa, aggiungi il peperoncino tritato e mescola bene. Assaggia e regola il sale poco per volta. La favata non deve mai essere sottosalata, ma nemmeno eccessivamente piccante: la cicoria amare già caratterizza il piatto.
7
Mantecatura finale e riposo
Spegni il fuoco e lascia la favata riposare coperta per 5 minuti. Se desideri una consistenza ancora più cremosa, schiaccia una piccola parte delle fave contro la parete della pentola con il dorso del cucchiaio di legno. Non tritarle con un frullatore, che le renderebbe troppo omogenee e perse il carattere rustico.

Gusto

La favata ha un sapore deciso e corposo, determinato dalla dolcezza naturale delle fave abbinata al carattere amarognolo della cicoria selvatica. La cipolla dolce e l'aglio si stemperano nella cottura lunga, creando una base aromatica morbida. Il pepe e il peperoncino, se presenti, danno una leggera punta speziata senza coprire gli altri sapori. Si serve calda, spesso subito dopo la cottura, accompagnandola con pane casereccio tostato o polenta, che assorbe i liquidi rimasti e rende il pasto più completo. È una minestra che nutre soprattutto d'inverno, quando le verdure amare sono fresche e le fave secche rappresentano una risorsa sicura della dispensa.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più frequente è aggiungere il sale all'inizio della cottura. Il sale tende a indurire la buccia delle fave secche, prolungando i tempi di ammorbidimento e rendendo la zuppa gommosa. Aspetta sempre fino agli ultimi 10-15 minuti per regolare il sapore. Un secondo errore comune è non scolare le fave dopo l'ammollo: l'acqua di ammollo contiene sostanze che possono rendere il piatto difficile da digerire, quindi va sempre cambiata prima della cottura vera e propria.

I nostri consigli

Quando prepararla

La favata trova il suo momento ideale da settembre a marzo, quando le verdure amare e selvatiche sono fresche dal mercato e il bisogno di piatti caldi e sostanziosi è maggiore. È perfetta nelle serate fredde di novembre e dicembre, quando le fave secche rimangono il protagonista principale della dispensa. In primavera avanzata diventa meno frequente, poiché compaiono le fave fresche e la cucina si orienta verso piatti più leggeri.

Domande frequenti

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