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Falanghina

Vincenza Bertolino· 9 marzo 2017· 4 min di lettura ·Piacenza
Calice di vino bianco Falanghina dal colore giallo paglierino chiaro, con riflessi verdastri, posato su un tavolo di legno accanto a una bottiglia di vetro verde scuro
Tipo di vino
Bianco secco fermo
Origine
Campania, principalmente Falerno e Vesuvio
Vitigno
Falanghina
Gradazione alcolica
12-13 per cento
Temperatura di servizio
10-12 gradi centigradi
Conservazione
3-5 anni da giovane, alcuni cru fino a 10 anni

Valori nutrizionali

83kcal
0,1g Proteine
0g Grassi
0g di cui saturi
2,6g Carboidrati
1,5g di cui zuccheri
0g Fibre
12g Alcol etilico

Gusto

La Falanghina esprime una mineralità marcata accompagnata da note di mela verde, pesca bianca e a volte un accenno di erbe aromatiche. Il sorso è pulito e lineare, mai pesante, con una salinità piacevole che lo rende versatile a tavola. La tradizione campana lo abbina a piatti di pesce crudo o cotto, a crostacei, a insalate di frutti di mare e a verdure grigliate. Funziona bene anche come aperitivo, beveruto senza eccessi.

Benessere

  • Il vino contiene polifenoli, composti naturali presenti soprattutto nella buccia dell'uva bianca, che possono contribuire all'azione antiossidante dell'organismo.
  • Una porzione standard di vino (150 ml) apporta quantità modeste di potassio e magnesio, minerali presenti naturalmente nell'uva e nel mosto.
  • Bevuto in quantità moderate durante i pasti, il vino favorisce la digestione grazie all'acidità naturale che stimola i succhi gastrici.
  • La Falanghina, come altri vini bianchi fermi, contiene pochissimi zuccheri residui, rendendola adatta a chi tiene sotto controllo l'apporto di carboidrati semplici.
  • Un abbinamento consigliato è il vino con un piatto di pesce al forno: le proteine nobili del pesce e la freschezza del vino creano un pasto equilibrato e leggero.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che il vino bianco sia più leggero del rosso perché contiene meno alcol. La Falanghina ha una gradazione alcolica simile ai rossi (intorno al 12-13 per cento). La leggerezza dipende dal profilo gustativo, non dal colore. Come tutti gli alcolici, va consumato con moderazione: le linee guida internazionali consigliano massimo un bicchiere al giorno per le donne e due per gli uomini, durante i pasti.

L'errore da non fare

Non servire la Falanghina troppo fredda, direttamente dal freezer o a temperature vicine a zero gradi centigradi. Una temperatura eccessivamente bassa appiattisce i profumi, rende il vino piatto e inespressivo. Allo stesso modo, non lasciarla a temperatura ambiente per ore prima di bere: il calore ne appiattisce la freschezza caratteristica. Se la bottiglia è stata conservata in frigo, basta tirarla fuori dieci minuti prima di versarla in calice.

I nostri consigli

  • Acquista una Falanghina giovane se la desideri fresca e minerale; cerca invece cuvée invecchiate di qualche anno se preferisci profumi più complessi. La bottiglia deve provenire da una cantina riconosciuta della zona del Vesuvio o di Falerno.
  • Apri la bottiglia al massimo trenta minuti prima di berla: il vino bianco non trae beneficio da lunghe ossidazioni come i rossi. Una volta stappata, conservala in frigorifero con il tappo e consumala entro due-tre giorni.
  • Abbina la Falanghina a piatti di pesce al forno, brodetto, pasta con frutti di mare, capasanta grigliata, rombo al vapore. Funziona bene anche con verdure grigliate condite a crudo e con piatti a base di erbe aromatiche come il prezzemolo e il basilico.
  • Se non trovi Falanghina, puoi sostituirla con altri bianchi campani come Greco di Tufo o Lacryma Christi bianco, che hanno profilo aromatico simile pur provenendo da vitigni diversi.

Quando prepararla

La Falanghina si beve tutto l'anno, ma esprime al meglio le sue caratteristiche durante i mesi caldi, da maggio a settembre, quando la freschezza e la mineralità risultano più rinfrescanti. È ideale per cene estive all'aperto, per aperitivi pomeridiani, per accompagnare secondi piatti di pesce durante l'estate. Anche in inverno rimane una scelta adatta se abbinata a piatti di pesce caldo o a brodi leggeri.

Domande frequenti

  • Qual è l'origine del nome Falanghina? Secondo la tradizione, il nome deriva dal latino phallang, che indicava i pali di legno utilizzati per sostenere le viti. Il vitigno è coltivato in Campania fin dall'epoca romana.
  • Posso berla come aperitivo? Sì, la Falanghina è eccellente come aperitivo, pura senza cibo o con stuzzichini salati leggeri. La sua freschezza e salinità stimolano l'appetito.
  • Quanto devo spendere per una buona bottiglia? Una Falanghina di qualità media costa tra otto e quindici euro. Le cuvée più ricercate o invecchiate possono costare di più, ma non è necessario spendere cifre elevate per trovare un buon vino.
  • La Falanghina migliora se conservata in cantina? I giovani Falanghina si bevono nell'anno di produzione o al massimo nei due anni successivi. Non è un vino per lunghi invecchiamenti, anche se alcuni cru pregiati possono sviluppare complessità fino a dieci anni.
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