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Dolcetto d'Alba

Vincenza Bertolino· 26 gennaio 2021· 5 min di lettura ·Milano
Calice di vino Dolcetto d'Alba color rosso rubino, trasparente e brillante, con sfumature più scure al centro, servito in bicchiere cilindrico su sfondo neutro e bianco
Conservazione
in cantina fresca, orizzontale
Temperatura di servizio
16-18 gradi Celsius
Invecchiamento
giovane, 1-3 anni
Bicchiere consigliato
Bordeaux o tulipano
Costo
basso-medio
Stagione
tutto l'anno

Valori nutrizionali

85 kcalEnergia
0 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
0,6 gCarboidrati
0,1 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0 gSale

Gusto

Il Dolcetto d'Alba ha sapore secco, appena leggermente fruttato, con una nota finale leggermente amarognola piacevole. L'aroma principale è quello della frutta rossa matura, nera soprattutto, con accenni di violetta e terra umida dopo la pioggia. Si serve a temperatura ambiente attorno ai 16-18 gradi: troppo freddo farebbe scomparire i profumi delicati, troppo caldo lo renderebbe flaccido. È il compagno ideale dei piatti di cucina piemontese robusta, dai brasati alle carni rosse arroste, dai formaggi semi-stagionati ai salumi locali. Funziona bene anche con verdure grigliate e riso, senza soffocare sapori più delicati.

Benessere

Come sceglierlo e mantenerlo

Quando acquisti un Dolcetto d'Alba, controlla l'etichetta: deve riportare la denominazione «Dolcetto d'Alba» riconosciuta come DOC. I migliori hanno tra 1 e 3 anni di età al momento dell'acquisto: vanno bevuti giovani per goderne la freschezza e i profumi fragranti. Conservalo in cantina o in un mobile buio e fresco, tra 10 e 15 gradi costanti. La bottiglia va posizionata orizzontalmente se il tappo è di sughero, così il vino lo mantiene umido e sigilla bene. Se il tappo è sintetico o a vite, puoi conservare anche verticalmente. Una volta aperto, bevilo nell'arco di 2-3 giorni: il vino rosso leggero perde profumo rapidamente se esposto all'aria.

L'errore da non fare

Non servire il Dolcetto d'Alba troppo freddo, come si fa con i bianchi, e non conservarlo in cucina accanto ai fuochi. Il freddo eccessivo blocca i profumi delicati e lo rende piatto; il caldo lo ossida rapidamente e sviluppa sentori sgradevoli di aceto. Evita anche di versarlo in bicchieri di plastica o da cui avanza odore di detersivo: cattura i profumi sottili come una spugna e rovini l'esperienza.

I nostri consigli

Quando servirlo

Il Dolcetto d'Alba è perfetto da settembre a novembre, quando il raccolto è recente e i vini appena usciti hanno ancora quella vitalità fruttata. È adatto tutto l'anno per pranzi e cene informali, soprattutto in autunno e inverno quando si cucina con carni rosse e piatti più sostanziosi. Nelle stagioni calde, servilo più fresco (15-16 gradi) per non risultare pesante.

Domande frequenti

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