
| 400 g | Carne macinata di maiale o vitella |
| 80 g | Pangrattato |
| 1 uovo intero | Uovo |
| 40 g | Parmigiano reggiano grattugiato |
| 2 spicchi | Aglio tritato fine |
| 5 g | Prezzemolo fresco tritato |
| 1 pizzico | Pepe nero macinato fresco |
| 8 g | Sale fino |
| 1 litro | Olio di arachide per friggere |
| 240 kcal | Energia |
| 16 g | Proteine |
| 15 g | Grassi |
| 6 g | di cui saturi |
| 8 g | Carboidrati |
| 1 g | di cui zuccheri |
| 1,5 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
I «cullurieddi» hanno un sapore salato e speziato, con note di aglio e pepe nero ben percettibili. La carne di maiale o di vitello dà una base succosa e ricca, mentre il pangrattato crea quella croccantezza esterna caratteristica. Vanno mangiati subito, mentre il cuore è ancora caldo. Si abbinano naturalmente a una salsa di pomodoro fresco oppure a una semplice marinata con olio e limone, in base alla variante tradizionale locale.
L'errore più diffuso è mescolare troppo il composto di carne, facendo diventare le polpettine dure e secche una volta fritte. Basta amalgamare giusto il tempo necessario perché i pezzi di carne rimangano leggermente separati e l'impasto resti morbido. Un secondo errore comune è friggere a temperatura troppo bassa: l'olio penetra nella struttura e il piatto diventa untuoso e pesante. Controlla sempre la temperatura con cura.
I «cullurieddi» si possono preparare tutto l'anno, ma sono particolarmente diffusi durante le festività invernali e pasquali. Rimangono piuttosto comuni durante le feste estive come piatto da strada o per i buffet freddi, sebbene siano ancora più buoni consumati caldi subito dopo la frittura.