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Cremino

Vincenza Bertolino· 14 ottobre 2015· 6 min di lettura ·Parma
Cremino tagliato a fette quadrate, marrone scuro e beige, che mostrano gli strati interni netti di cioccolato, nocciole tritate e wafer sottili, posato su carta bianca
Preparazione
45 min
Cottura
30 min
Difficoltà
media
Porzioni
12 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

250 gnocciole pelate tostate
200 gcioccolato fondente 70%
150 gcioccolato al latte
120 gzucchero semolato
60 gburro
80 gfogli di wafer sottili
30 golio di arachide
1 pizzicosale fine

Valori nutrizionali

540kcal
8g Proteine
33g Grassi
15g di cui saturi
58g Carboidrati
52g di cui zuccheri
2,5g Fibre
0,1g Sale
Come si prepara
1
Preparare la base di caramello
In un pentolino a fondo spesso, versa lo zucchero a fuoco medio. Lascia fondere senza mescolare per quattro minuti finché assume un colore ambrato. Aggiungi il burro e mescola con un cucchiaio di legno per venti secondi, quindi versa il composto su un foglio di carta da forno creando uno strato uniforme e piatto. Lascia raffreddare per dieci minuti fino a indurirsi completamente.
2
Tritare le nocciole
Una volta raffreddato il caramello, tritalo in pezzi piccoli con un coltello affilato. Tritare le nocciole tostate in granuli non troppo fini, di circa tre millimetri: devono rimanere texturizzate. Mescola il caramello tritato con le nocciole in una ciotola.
3
Temperare il cioccolato fondente
Taglia il cioccolato fondente in piccoli pezzi. Scaldalo a bagnomaria a una temperatura di quaranta gradi centigradi, mescolando ogni trenta secondi con un cucchiaio di legno finché non è completamente sciolto e fluido. Non superare i quarantacinque gradi per non perdere la cristallizzazione.
4
Assemblar il primo strato
Su un foglio di carta da forno, versa metà del cioccolato fondente sciolto e stendilo in uno strato uniforme spesso circa sei millimetri con un offset. Posiziona sopra uno strato di fogli di wafer sovrapposti leggermente. Distribuisci la miscela di nocciole e caramello in modo uniforme, premendo leggermente.
5
Aggiungere il cioccolato al latte
Sciogli il cioccolato al latte a bagnomaria alla stessa temperatura del fondente. Versa metà sulla superficie del cremino grezzo e stendi con un offset. Posiziona un altro strato di wafer e pressalo leggermente per compattare tutto.
6
Finalizzare il cremino
Versa il restante cioccolato fondente sulla superficie come ulteriore strato protettivo, stendilo uniformemente. Lascia riposare a temperatura ambiente per quindici minuti, poi trasferisci in frigorifero per quaranta minuti finché non è completamente indurito.
7
Tagliare e conservare
Estrarre dal frigo e tagliare il cremino con un coltello affilato scaldato sotto acqua calda e asciugato, realizzando rettangoli di circa tre centimetri per due. Riponi in un contenitore a temperatura ambiente, separando i pezzi con carta da forno, oppure in frigorifero se la stanza è molto calda.

Gusto

Il cremino coniuga il sapore deciso del cioccolato fondente con la dolcezza tostata della nocciola, mentre il wafer dona una croccantezza che svanisce subito in bocca fondendosi con i layer cremosi. La nota aromatica prevalente è quella della nocciola, ricca e profonda, leggermente amara se il cioccolato è superiore al sessanta per cento di cacao. Si assaggia da solo, spezzato in piccoli rettangoli, accompagnato da un caffè o un tè; la tradizione piemontese lo abbina anche al nocciocaffè, una bevanda a base di caffè e latte.

Benessere

  • Le nocciole tostate apportano grassi monoinsaturi e polinsaturi, che sostengono la salute cardiovascolare e forniscono energia concentrata in una dose piccola.
  • Il cioccolato fondente (se scelto sopra il settanta per cento) contiene polifenoli e magnesio, minerale importante per il rilassamento muscolare e la funzione nervosa.
  • È un dolce piuttosto saziante per la densità di grassi e la quantità di zuccheri, per cui una piccola porzione, di venti o trenta grammi, soddisfa il desiderio senza appesantire.
  • Le nocciole contengono vitamina E, un antiossidante che protegge le cellule dallo stress ossidativo, spesso presente nei gusci della frutta secca ma estraibile durante la tostatura.
  • Abbinalo a una tazza di tè verde o una porzione di frutta fresca per bilanciare la densità calorica con fibre e antiossidanti diversi.
  • Falso mito da sfatare: il cremino non è proibito a chi ha problemi di colesterolo se consumato con moderazione. I grassi delle nocciole e del cacao sono principalmente insaturi; il vero nemico è la quantità totale di zucchero. Una porzione da venti grammi al giorno non incide significativamente sui valori lipidici, secondo criteri nutrizionali generali. Chi segue diete particolari per patologie metaboliche dovrebbe consultare un medico, ma il cremino non è un alimento vietato per categoria.

L'errore da non fare

Non scaldare il cioccolato oltre i quarantacinque gradi durante il temperaggio: il cacao in eccesso di temperatura perde la sua struttura cristallina e il cremino finale risulta opaco, grasso e friabile invece di lucido e compatto. Un altro errore comune è pressare troppo il wafer durante l'assemblaggio: le foglie si frantumano e non creano più lo strato croccante che caratterizza il dolce. Infine, non saltare il riposo in frigorifero: il cremino non raggiunge la giusta durezza e risulta molle al primo morso.

I nostri consigli

  • Conserva il cremino in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per otto giorni, oppure in frigorifero fino a tre settimane. Se lo poni in freezer ben avvolto, dura fino a due mesi, ma lascialo scongelare a temperatura ambiente per almeno quattro ore prima di servirlo.
  • Puoi sostituire il wafer sottile con carte di riso commestibili, leggermente più fragili ma dal sapore più neutro, oppure con fogli di ostia di riso se preferisci una consistenza ancora più delicata.
  • Prova a sostituire metà delle nocciole con mandorle tostate finemente tritate: il cremino acquisisce una nota più delicata e meno tostata, mantenendo comunque struttura e gusto.
  • Se non possiedi una carta da forno, usa un foglio di alluminio, ma assicurati di olearlo leggermente con l'olio d'arachide per evitare che il caramello si attacchi.

Quando prepararla

Il cremino è perfetto da preparare in autunno e inverno, quando il cioccolato mantiene una temperatura stabile senza l'ausilio del frigorifero durante l'assemblaggio. Durante l'estate, richiede un ambiente molto fresco o un frigorifero attivo continuamente. È ideale da offrire come dolcetto natalizio confezionato in scatole regalo, oppure per compleanaggi e ricorrenze autunnali, quando nocciole e cacao sono di qualità migliore al mercato.

Domande frequenti

  • Posso usare cioccolato già temperato del pasticciere? Sì, è una scorciatoia valida se acquistato già in forma temperata. Scaldalo lentamente a bagnomaria senza superare i quarantadue gradi per non alterarne la struttura.
  • Come faccio a sapere se il caramello ha raggiunto il colore giusto? Deve essere color ambra trasparente, non bruno scuro: se continui a scaldarlo, diventa amaro. Il tempo tipico è tra tre e cinque minuti dal primo bollore dello zucchero.
  • Qual è la differenza tra cremino e gianduja? Il cremino è strutturato in strati, mentre la gianduja è una crema omogenea. Il cremino ha la croccantezza del wafer, la gianduja è dolce e morbida.
  • Le nocciole devono essere pelate? Sì, la buccia scura renderebbe il sapore amaro. Se le compri intere, versale in acqua bollente per due minuti, quindi strofina con un canovaccio umido per togliere la pellicola.
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