
| 1200 g | fichi maturi, puliti e privati del gambo |
| 600 g | zucchero semolato |
| 30 ml | succo di limone fresco |
| 2 g | sale fino |
| 1 | stecca di cannella lunga circa 5 cm |
| 3 | chiodi di garofano interi |
| q.b. | acqua solo se necessaria |
L'errore piu comune e aggiungere acqua alla paura che la confettura non cuocia bene. I fichi sono gia ricchi di umidita, e l'acqua in piu diluis la pectina naturale, costringendoti a cuocere il doppio e a perdere il colore e il sapore. Un altro errore e non togliere la schiuma: rimane intrappolata nella confettura e la rende opaca e granulosa. Infine, molti interrompono la cottura troppo presto perche hanno fretta: la confettura deve raggiungere almeno 103-104 gradi interni per essere stabile, non bastano 30 minuti di bollitura.
Nella comunita, facciamo confetture da quando sono arrivata, quasi cinquant'anni fa. I fichi crescono nel nostro orto sul versante sud della valle, vicino alle mura piu antiche del monastero. L'estate, verso agosto, i rami si piegano dal peso e le sorelle piu giovani raccolgono, sempre al mattino presto quando i frutti mantengono ancora un po' di freschezza. Nel laboratorio della cucina, con i fornelli a legna, abbiamo imparato a fare confettura senza sbrigatoria. Zio Benedetto, il rettore prima del nostro, diceva che la vera ricchezza non era nello zucchero ma nel tempo. Lo zucchero era caro, e conservava, ma non doveva sporcare il sapore del frutto. Con meno zucchero devi stare attenta, perche il margine di errore scende. Ma se sbagli la confettura comunque e mangiabile, solo piu densa o piu cremosa. In cinquant'anni ho visto confetture che erano quasi caramello scuro, quasi nere, e nessuno le ha mai giudicate male. Il frutto parla da solo.