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Casu Marzu: formaggio fermentato che nutre con proteine e probiotici vivi

Vincenza Bertolino· 15 ottobre 2025· 6 min di lettura ·Altre città
Formaggio color avorio con superficie umida e movimento visibile di larve bianche trasparenti al suo interno, servito su piatto di legno con coltello
Preparazione
0 min (è un formaggio fermentato, non cucinato)
Fermentazione
3-8 mesi
Difficoltà
impegnativa
Porzioni
2-4 persone
Costo
alto
Stagione
autunno e inverno

Ingredienti

2 kgLatte di pecora intero, non pastorizzato
8 gSale marino fine
0,5 mlCaglio naturale liquido
quanto bastaPresenza naturale di mosca della caseina (non si aggiunge volontariamente)
3-4Ripiani di stagionatura ventilati

Valori nutrizionali

490 kcalEnergia
27 gProteine
41 gGrassi
28 gdi cui saturi
1 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
0 gFibre
2,5 gSale
Come si prepara
1
Preparazione del latte
Riscaldare il latte di pecora crudo a 37 gradi centigradi circa, in un recipiente pulito. Mantenere la temperatura costante per almeno 30 minuti, affinché i microrganismi naturali attivino il processo.
2
Aggiunta del caglio
Aggiungere il caglio diluito in acqua fredda e mescolare con movimenti lenti e verticali per 2 minuti. Lasciare riposare il latte per 20-25 minuti finché non si forma la cagliata.
3
Taglio della cagliata
Tagliare la cagliata in piccoli granuli della dimensione di un chicco di riso, usando un lungo coltello verticale. Mescolare per 10 minuti a velocità lenta, mantenendo la temperatura a 37-38 gradi.
4
Spurgo e formazione
Versare la cagliata in una forma forata, coprire con un panno pulito e lasciare scolare il siero per 1-2 ore. Capovolgere la forma ogni 30 minuti per circa 3 ore, affinché la pressione sia uniforme.
5
Salatura
Estrarre il formaggio dalla forma dopo 6-8 ore e salarlo generosamente su entrambi i lati con sale marino fine. Ripetere la salatura il giorno successivo, quindi lasciare riposare per 2-3 giorni in luogo asciutto.
6
Stagionatura in ambiente esterno
Posizionare il formaggio su ripiani di legno in una stanza o grotta ben ventilata, con accesso naturale a insetti. La mosca della caseina, attiratta dall'odore del formaggio stagionato, depone le uova naturalmente sulla superficie. Questo accade spontaneamente, non viene provocato deliberatamente. Lasciare stagionare per almeno 3-8 mesi, rivoltando ogni settimana.
7
Riconoscimento della maturità
Quando il formaggio è maturo e le larve sono attive e visibili (generalmente dopo 4-6 mesi), il «casu marzu» è pronto al consumo. Le larve saltano e si muovono visibilmente, la pasta è cremosa e umida, l'odore è intenso. A questo punto si può consumare fresco o conservare in recipienti chiusi.

Gusto

Il sapore del «casu marzu» è intenso, acido, piccante, leggermente ammoniaca e salato. L'aroma ricorda il formaggio stagionato, ma con note di fermentazione avanzata e una lievissima sensazione di bruciore in bocca dovuta all'acido organico. Le larve vive aggiungono una textura cremosa e una leggera sensazione di movimento sulla lingua. Si mangia tradizionalmente con pane carasau (un pane sardo croccante) o crackers, e spesso bevendo vino rosso secco sardo. L'abbinamento classico è con cannonau o altro vino locale.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore principale è tentare di accelerare artificialmente la presenza delle larve introducendole manualmente oppure depositando il formaggio in condizioni non igieniche. Il processo naturale richiede pazienza, ventilazione controllata e l'attrazione spontanea della mosca della caseina. Forzare il processo crea rischi biologici e non produce il risultato autentico. Un altro errore è conservare il «casu marzu» senza protezione: le larve muoiono subito al freddo (in frigo), quindi il formaggio va tenuto a temperatura ambiente in recipienti ben chiusi, non in frigorifero.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il «casu marzu» è un prodotto della stagionatura estesa, non di una preparazione stagionale breve. Tuttavia, la ricerca e l'acquisto di una forma autentica avviene più facilmente in autunno e inverno, quando i mercati locali sardi propongono versioni nuove stagionate. La produzione classica parte in primavera e viene consumata da novembre in poi. È un alimento invernale per eccellenza, da gustare in piccole quantità dopo pasti ricchi, come antipasto molto sostanzioso.

Domande frequenti

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