
| 8 pezzi | Castraure di carciofo violetto (i germogli della pianta, circa 60 g ciascuna) |
| 250 g | Ricotta di pecora fresca |
| 80 g | Parmigiano reggiano grattugiato |
| 2 cucchiai | Prezzemolo fresco tritato finissimo |
| 1 cucchiaio | Maggiorana fresca (o mezza dose se secca) |
| 150 g | Panatura per friggere (farina bianca e pangrattato) |
| 2 uova intere | Per l'impanatura |
| 1 litro | Olio di oliva leggero per friggere |
| Quanto basta | Sale e pepe nero |
| 185 kcal | Energia |
| 6,5 g | Proteine |
| 10,2 g | Grassi |
| 2,8 g | di cui saturi |
| 14,5 g | Carboidrati |
| 1,2 g | di cui zuccheri |
| 5,2 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
Il sapore è delicato ma deciso: il carciofo mantiene la propria nota leggermente amarognola, mentre il ripieno cremoso di ricotta, formaggio grattugiato e maggiorana ammorbidisce ogni boccata. La panatura croccante offre una piacevole resistenza ai denti. Si servono fredde come contorno estivo, oppure a temperatura ambiente come antipasto. L'abbinamento naturale è con vini bianchi secchi della Liguria, o semplicemente con acqua e limone nelle giornate di caldo intenso.
Non cercare di friggere a bassa temperatura pensando di renderle più leggere: l'olio freddo penetra nella panatura e nel ripieno, rendendo il piatto untuoso e difficile da digerire. Inoltre, non riempire i carciofi il giorno stesso della frittura se intendete servirli il giorno dopo: il ripieno assorbe l'umidità e diventa molle. Preparate la frittura nel pomeriggio e riempite poche ore prima del servizio, oppure ripiene e poi congelate crude per friggere al momento.
Le castraure sono il contorno perfetto da marzo a maggio, quando i carciofi violetti sono freschi, teneri e a prezzi ragionevoli. Si prestano a pranzi primaverili, cene estive e buffet freddi quando le temperature iniziano a salire. Dopo giugno, la reperibilità diminuisce e la qualità dei germogli si riduce.