Ingredienti
| 700 g | Costine di maiale (o spalla) |
| 200 g | Pancetta affumicata a dadini |
| 1 kg | Verza verde, tagliata a pezzi |
| 1 cipolla media | Cipolla gialla |
| 500 ml | Brodo di carne tiepido |
| 2 carote medie | Carote tagliate a rondelle |
| 150 ml | Vino bianco secco |
| sale e pepe | Sale grosso e pepe nero macinato |
Valori nutrizionali
| 180 kcal | Energia |
| 16 g | Proteine |
| 11 g | Grassi |
| 4,5 g | di cui saturi |
| 4 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 2,2 g | Fibre |
| 1,1 g | Sale |
Come si prepara
1
Rosolare la carne
In una pentola a fondo spesso, scaldare un po' d'olio o riscaldare la pentola asciutta. Aggiungere i dadini di pancetta e farli sciogliere per 3-4 minuti a fuoco medio. Posizionare le costine e la spalla sul fondo della pentola, farle dorare per 5-6 minuti per lato fino a prendere colore. Non coprire, lascia che il calore secco sigilli la carne.
2
Aggiungere il soffritto
Togliere la carne dal fuoco e metterla da parte su un piatto. Nella stessa pentola, aggiungere la cipolla tagliata a spicchi sottili e le rondelle di carota. Rosolare insieme per 2-3 minuti finché la cipolla non diventa trasparente e i bordi cominciano a colorarsi.
3
Sfumare con vino
Versare il vino bianco nella pentola e lasciar bollire a fuoco vivo per 1-2 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno per raschiare i residui di cottura dal fondo. Questo passaggio aggiunge profondità al brodo.
4
Rimettere la carne
Riposizionare le costine e la spalla nella pentola, sopra il soffritto. Versare il brodo tiepido fino a coprire la carne per tre quarti. Portare a ebollizione lenta, poi abbassare il fuoco e lasciare sobbollire coperto per 45 minuti circa.
5
Aggiungere la verza
Dopo 45 minuti, aggiungere la verza tagliata a pezzi grossolani. Mescolare delicatamente, regolare il sale e il pepe, e rimettere il coperchio. La verza rilascerà umidità e occuperà spazio: non preoccuparti se sembra troppa, si cuocerà e ridurrà di volume.
6
Cottura finale
Continuare a cuocere a fuoco basso per altri 60-70 minuti, mescolando occasionalmente con un cucchiaio di legno. La verza deve diventare quasi sfatta, la carne deve essere molto tenera, il brodo si sarà legato e ridotto leggermente.
7
Assaggio e riposo
Assaggiare e aggiustare sale e pepe. Lasciare riposare la «cassoela» a fuoco spento per 5-10 minuti, così che i sapori si stabilizzino. Servire direttamente dal piatto di cottura, caldo.
Gusto
La «cassoela» ha un sapore profondo, quasi umami, dove la carne di maiale - soprattutto le costine e la cotenna - cede gelatina e grasso al brodo, e la verza diventa dolce dopo le ore di cottura. Non è piccante, non è acido: è rassicurante. Si serve calda dal fondo della pentola, con pane o polenta per raccogliere il sugo. La tradizione milanese la accompagna con la «polenta cremosa» o con pane di segale tostato.
Benessere
- La carne di maiale fornisce circa 20-22 grammi di proteine ogni 100 grammi di porzione, essenziali per il mantenimento della massa muscolare e il ripristino dei tessuti.
- La verza cruda e cotta contiene vitamina K necessaria per la coagulazione, e vitamina C anche se ridotta dalla cottura lunga. Apporta potassio e magnesio che aiutano la funzione neuromuscolare.
- Lo stufato è molto saziante grazie ai grassi della carne e alle fibre della verza, il che significa che una porzione sostanziosa lascia a lungo il senso di pienezza.
- La cottura lunga trasforma il collagene della carne in gelatina, che supporta la salute delle articolazioni e della pelle: non è una cura, ma è un effetto nutrizionale reale della brasatura.
- Abbinare la «cassoela» con verdure crude o con un contorno di insalata amara equilibra il pasto, aggiungendo fibre solubili e mitigando la ricchezza della carne.
- Falso mito da sfatare: la «cassoela» non è indigesta perché la cottura lunga scompone le fibre della verza e rende il collagene della carne più assimilabile. Chi ha uno stomaco sensibile potrebbe trovarla pesante se mangiata in quantità eccessive o la sera tardi, ma non è tossica né sconsigliata a priori. Le persone con reflusso o gastrite vanno sempre valutate con il proprio medico.
L'errore da non fare
Non affrettare la cottura con fuoco alto: la «cassoela» ha bisogno di tempo lento per trasformare la carne in qualcosa di tenerissimo e il brodo in qualcosa di denso. Se il fuoco è troppo alto, la carne diventa stopposa, la verza si disgrega male e il brodo rimane acquoso. Nemmeno devi coprire completamente la pentola se vedi che l'umidità esce troppo: lascia il coperchio leggermente spostato negli ultimi 20 minuti se vuoi ridurre il brodo.
I nostri consigli
- Conserva la «cassoela» in frigorifero per 3-4 giorni in un contenitore sigillato. Il grasso solido si depositerà in superficie quando fredda: è una protezione naturale. Puoi anche congelarla in freezer per 2-3 mesi. Scongela in frigorifero durante la notte e riscalda a fuoco basso.
- Se non trovi le costine di maiale, usa la spalla disossata tagliata a pezzi grossi, oppure il collo. L'importante è che il taglio abbia una certa quantità di grasso e connettivo, altrimenti il brodo non legherà bene.
- Puoi omettere il vino bianco se preferisci, aggiungendo al suo posto un po' più di brodo. Il risultato sarà leggermente meno profondo, ma comunque buono.
- Servi con pane di segale, pane tostato o polenta cremosa. Il pane scuro assorbe il brodo meglio del pane bianco e sottolinea il carattere rustico del piatto.
Quando prepararla
La «cassoela» è un piatto da novembre a febbraio, quando la verza è al suo migliore e il freddo esterno la rende appetibile. È perfetta per i giorni di pioggia o neve, quando il riscaldamento della casa diventa parte del pasto. Tradizionalmente si prepara in Sant'Ambrogio (7 dicembre) come inizio della stagione invernale milanese, ma va bene tutto l'inverno.
Domande frequenti
- Posso usare solo verza senza le carote? Sì, la ricetta originale ha solo verza, carne e cipolla. Le carote aggiungono dolcezza: se le ometti, il piatto sarà più austero ma altrettanto autentico.
- La «cassoela» è lo stesso dello stufato? No, uno stufato è un termine generico. La «cassoela» è uno stufato specifico milanese: sempre con verza e carne di maiale, non con altre verdure.
- Devo togliere il grasso dalla superficie? No. Il grasso è parte del sapore e della struttura del brodo. Se trovi che sia troppo per te dopo aver raffreddato il piatto, puoi togliere parte del grasso solidificato, ma non tutto.
- Quanto brodo rimane alla fine? Deve rimanere una quantità di sugo che non sia brodo puro, ma nemmeno tutto asciutto. Se è troppo liquido al termine della cottura, aumenta il fuoco gli ultimi 5-10 minuti senza coperchio per ridurlo.