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Capriolo al vino

Vincenza Bertolino· 16 agosto 2024· 6 min di lettura ·Milano
Fette di capriolo cotto in umido su piatto bianco, circondate da salsa scura di vino, con cipolla, carota e rosmarino visibili, vapore tiepido che sale dalla pietanza
Preparazione
20 min
Cottura
180 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
alto
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

1 kgcapriolo (muscolo o pezzi di spalla), tagliato a tocchi
750 mlvino rosso secco (Barbera o Dolcetto)
2cipolle gialle medie, tagliate a spicchi
2carote medie, tagliate a rondelle
3 gambisedano, tagliati a pezzi
500 mlbrodo di carne o acqua
1 cucchiaioolio extravergine di oliva
3 ramettirosmarino fresco
2 ramettitimo fresco
8 baccheginepro
1foglia di alloro
1 cucchiainosale fino
1/4 cucchiainopepe nero macinato
1 cucchiaiofarina bianca (00)

Valori nutrizionali

145 kcalEnergia
26 gProteine
4 gGrassi
1,2 gdi cui saturi
2 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Marinatura preliminare
Metti il capriolo in una ciotola insieme a metà cipolla tagliata, una carota a rondelle, il rosmarino, il timo, le bacche di ginepro e il vino. Copri e lascia riposare in frigorifero per almeno 8 ore, idealmente una notte intera. Questo step ammorbidisce la carne e riduce l'odore selvatico.
2
Sgrondo e asciugatura
Versa il capriolo in un colino e raccogli il vino di marinatura in una pentola. Asciuga la carne con carta assorbente, tamponando bene. Questo facilita la rossolatura.
3
Rossolatura
Scalda l'olio in una pentola pesante a fuoco medio-alto. Quando è caldo, aggiungi i pezzi di capriolo e rossolali per 6-8 minuti, girandoli di tanto in tanto fino a ottenere una crosta dorata su tutti i lati. Lavora in due turni se necessario, senza affollare il fondo.
4
Infarinatura e cottura iniziale
Cospargи la carne rossolata con la farina, mescola bene per 1 minuto a fuoco vivo, poi versa il vino di marinatura. Lascia sfumare per 3-4 minuti a fuoco medio, mescolando occasionalmente, finché il vino non si riduce di un terzo.
5
Aggiunta di verdure e brodo
Aggiungi la cipolla rimanente a spicchi, la carota a rondelle nuove, il sedano, la foglia di alloro e il brodo. Porta il tutto a un brivido. Regola di sale e pepe. La carne deve essere quasi completamente coperta dal liquido.
6
Cottura lenta in forno
Copri la pentola con un coperchio e trasferisci in forno già riscaldato a 160 gradi Celsius. Cuoci per 150-180 minuti, controllando ogni 45 minuti. La carne è pronta quando è tenera e cede facilmente alla pressione di un cucchiaio di legno.
7
Finitura del sugo
Se il sugo è troppo liquido, trasferisci la carne su un piatto e riporta la pentola sul fuoco. Lascia ridurre a fuoco vivo per 5-10 minuti finché il sugo non ispessisce e diventa lucido. Controlla il sale. Rimetti la carne nel sugo 1 minuto prima di servire.

Gusto

Il capriolo al vino ha un sapore marcato e deciso, con la nota acida e rotonda del vino rosso che si bilancia con la ricchezza della carne selvatica. L'umido assorbe i profumi di rosmarino, timo e ginepro, che stemperano la durezza della cacciagione selvatica. Il sugo risulta concentrato, quasi untuoso, e aderisce ben alla carne. Si serve caldo, in piatto fondo con il brodo, abbinato tradizionalmente a polenta morbida, purè di patate o pane tostato per raccogliere il sugo.

Benessere

  • La carne di capriolo fornisce proteine di alta qualità, circa 25-26 g per 100 g di parte commestibile, superiori alla carne bovina domestica.
  • Contiene ferro facilmente assimilabile e potassio, minerali essenziali per la circolazione e l'ossigenazione dei tessuti.
  • L'umido prolungato la rende facile da digerire e l'assorbimento dei nutrienti migliora con la cottura lenta.
  • La cottura in umido mantiene l'umidità della carne e non richiede grassi aggiunti in eccesso, rendendola più leggera della cacciagione arrostita.
  • Per un pasto equilibrato, accompagna il capriolo al vino con verdure cotte (spinaci, cavolo riccio) e una porzione moderata di carboidrati complessi come la polenta integrale.
  • Falso mito da sfatare: la cacciagione non è sempre difficile da digerire. Al contrario, la cottura umida e prolungata in brodo rende la carne più digeribile della carne rossa domestica cotta al forno o in padella. L'assenza di grassi saturi rende il piatto tollerabile anche per chi soffre di acidità di stomaco lieve, purché i tempi di cottura siano rispettati e il sugo non sia eccessivamente concentrato.

L'errore da non fare

L'errore più comune è non rispettare il tempo di marinatura, pensando che 2-3 ore bastino. La cacciagione giovane ha fibra dura e odore selvatico marcato: solo una marinatura lunga (almeno 8 ore) con vino acido ammorbidisce la carne e riduce l'odore. Un secondo errore è saltare la rossolatura iniziale, che crea la crosta che sigilla i succhi. Infine, non usare un fuoco troppo alto durante la cottura in umido: il brivido, non il bollore, mantiene la carne compatta e il sugo delicato.

I nostri consigli

  • Il capriolo al vino si conserva in frigorifero fino a 3-4 giorni in un contenitore ermetico. Si congela bene fino a 3 mesi: lascia raffreddare completamente e dividi in porzioni. Non scongelare a temperatura ambiente, trasferisci dal freezer al frigorifero la sera prima.
  • Puoi sostituire il capriolo con cervo, lepre o spalla di vitello se la selvaggina non è disponibile. I tempi di cottura rimangono gli stessi per pezzi della stessa grandezza.
  • Il vino da scegliere è un rosso secco robusto: Barbera, Dolcetto o Nebbiolo reggono la lunga cottura senza diventare aspri. Evita i vini troppo leggeri o dolci.
  • Servilo con polenta cremosa, purè di patate liscio o pane di segale tostato. Una contorno di cavolo riccio in umido integra bene il piatto.
  • Se la carne rimane dura dopo i tempi indicati, continua la cottura per altri 30 minuti. I pezzi di diverso spessore possono cuocere a velocità diversa.

Quando prepararla

Il capriolo al vino è il piatto dell'autunno e dell'inverno, da settembre a marzo quando la selvaggina è di stagione e il clima freddo invita ai umidi lunghi e confortanti. È perfetto dopo una giornata di caccia, per cene della domenica in famiglia o per ospiti che apprezzano i secondi robusti e tradizionali. In autunno inoltrato, quando le temperature iniziano a calare seriamente, il comfort di questo piatto acquista il suo valore pieno.

Domande frequenti

  • Posso usare capriolo surgelato? Sì, purché sia di qualità. Scongela lentamente in frigorifero prima di usarlo. Il tempo di marinatura rimane lo stesso con il prodotto completamente scongelo.
  • Quanto vino rimane nel piatto finito? Il vino si riduce e si trasforma in sugo. Il contenuto alcolico si riduce notevolmente con la cottura lunga, ma rimane traccia del sapore e dell'aroma del vino.
  • Devo usare un vino caro o va bene uno economico? Un vino di media qualità è sufficiente. Non serve un vino importante perché il sapore si trasforma nella cottura. Scegli un rosso secco che beresti normalmente.
  • Che differenza c'è tra capriolo e cervo? Il capriolo è più magro e leggermente più delicato, il cervo ha carni più robuste e richiedono poco più di tempo. La ricetta vale per entrambi.
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