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Capocollo di Martina Franca

Vincenza Bertolino· 8 dicembre 2023· 4 min di lettura ·Bari
Affettato di capocollo di Martina Franca dal colore rosso scuro con marezzatura bianca disposto a ventaglio su un piatto bianco con pane tostato di fianco
Preparazione
10 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

400 gCapocollo di Martina Franca intero
200 gPane casareccio pugliese
100 gFormaggio di pecora locale
80 gOlive verdi denocciolate
150 gPomodorini freschi
1Limone
30 mlOlio extravergine di oliva
q.b.Pepe nero macinato fresco

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
28 gProteine
31 gGrassi
13 gdi cui saturi
0 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
0 gFibre
2,4 gSale
Come si prepara
1
Togliere dal frigorifero
Estrai il capocollo dalla confezione 15-20 minuti prima di servirlo, in modo che raggiunga una temperatura prossima a quella ambiente e i sapori si esprimano meglio.
2
Affettare il capocollo
Usa un coltello affilato con lama liscia, lunga almeno 15 centimetri. Taglia il capocollo in fette sottili, uniformi, di circa 2-3 millimetri. L'affettatura deve essere pulita, senza strappi.
3
Disporlo nel piatto
Arrangia le fette a ventaglio su un piatto di servizio bianco o di ceramica naturale, sovrapponendole leggermente. Evita di ammontichiare le fette, che devono rimanere ben visibili e separate.
4
Preparare gli accompagnamenti
Taglia il pane a fette sottili e tostalo leggermente al forno a 180 gradi per 3-4 minuti. Dividi il formaggio in pezzi irregolari. Metà i pomodorini. Versa le olive in una ciotolina.
5
Comporre l'antipasto
Disponi attorno al capocollo il pane tostato, il formaggio, i pomodorini e le olive. Condisci i pomodori con olio, succo di limone e un pizzico di pepe nero.
6
Servire
Porta in tavola il piatto e consenti ai commensali di comporre da soli il loro boccone con capocollo, pane e accompagnamenti. Lascia che ognuno scelga le proporzioni.

Gusto

Il capocollo di Martina Franca offre un sapore sapido e speziato, con note di vino e un finale leggermente piccante. La stagionatura lunga rende la carne concentrata al palato, non stucchevole. Si serve freddo, affettato sottile direttamente al tagliere o già disposto sul piatto come parte dell'antipasto misto. L'abbinamento tradizionale è con pane casareccio, formaggi di pecora locale, olive verdi e pomodorini.

Benessere

  • Il capocollo è ricco di proteine ad alto valore biologico, circa 28 grammi per 100 grammi di prodotto, essenziali per il mantenimento della massa muscolare.
  • Contiene ferro, importante per la formazione dei globuli rossi, e fosforo che supporta la salute delle ossa.
  • È un alimento saziante e proteico, perfetto in piccole quantità per un antipasto che non appesantisce il pasto principale.
  • La stagionatura naturale lo rende digeribile e preserva i composti aromatici della carne suina senza conservanti chimici aggiunti.
  • Abbinalo a verdure crude o marinate, e a un pane integrale per equilibrare il pasto con fibre e ridurre l'impatto dei grassi.
  • Falso mito da sfatare: il capocollo non è un alimento proibito per chi controlla il colesterolo se consumato in porzioni moderate. Una porzione di antipasto corrisponde a circa 40-50 grammi, che non incide significativamente sull'apporto di grassi saturi giornaliero. Chi ha condizioni cardiache specifiche deve consultare il medico, ma il consumo occasionale non è automaticamente sconsigliato.

L'errore da non fare

Non affettare il capocollo direttamente dal frigorifero. La carne fredda è più rigida, il taglio risulterà irregolare e rotto, e i sapori non emergeranno. Inoltre, non usare un coltello smussato o a lama seghettata: il capocollo merita una lama pulita e affilata. Infine, non sovraccaricare il piatto di salsa o condimenti che mascherino il sapore naturale della carne stagionata.

I nostri consigli

  • Conserva il capocollo in frigorifero, ben avvolto in carta affettati, per non più di 7-10 giorni dalla apertura della confezione. Se chiuso e sigillato dura fino alla data di scadenza.
  • Se acquisti il capocollo interi e affetti a mano, bevilo con un vino rosso secco della tradizione pugliese o con una birra chiara a bassa fermentazione, che pulisce il palato tra una fetta e l'altra.
  • Prova ad abbinare il capocollo anche con burrata o mozzarella di bufala, pur rimanendo fedele alle coppie pugliesi: il contrasto tra la carne speziata e la cremosità del formaggio crea un equilibrio gustativo interessante.

Quando prepararla

Il capocollo è perfetto da servire tutto l'anno come antipasto, ma brilla soprattutto in primavera e autunno, quando i pasti durano più a lungo e si ha tempo di assaporare lentamente. D'estate, è ideale per buffet all'aperto e cene informali in terrazza. In inverno, su un tagliere di affettati misti, accompagna bene i mesi freddi.

Domande frequenti

  • Il capocollo di Martina Franca è un'indicazione geografica protetta? No, il capocollo pugliese non ha una denominazione IGP ufficiale come altri insaccati, ma Martina Franca rimane la zona di tradizione storica più riconosciuta per questa produzione.
  • Quale differenza c'è tra capocollo e coppa? Sono lo stesso insaccato, ma il termine coppa è usato nel centro e nord Italia, capocollo nel sud e in Puglia.
  • Posso congelare il capocollo aperto? Sì, se congelato subito in un sacchetto per alimenti sottovuoto, conserva qualità per 1-2 mesi. Una volta scongelato, consumalo entro 2-3 giorni.
  • Come riconosco un capocollo di buona qualità? Il marezzato deve essere visibile, il colore rosso scuro uniforme, la consistenza soda ma morbida al taglio, e l'odore fresco e speziato senza note acide o stantie.
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