
| 400 g | Farina tipo 0 |
| 3 | Uova medie |
| 250 g | Ricotta fresca di vacca |
| 200 g | Spinaci freschi o surgelati |
| 50 g | Parmigiano reggiano grattugiato |
| 1 | Uovo per l'amalgama del ripieno |
| 1 pizzico | Noce moscata macinata |
| sale e pepe nero q.b. | Per il ripieno |
| 1 litro circa | Olio di semi per friggere |
| 240 kcal | Energia |
| 9 g | Proteine |
| 14 g | Grassi |
| 6 g | di cui saturi |
| 20 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
Il sapore è delicato ma deciso al tempo stesso: la ricotta cremosa si mescola con la dolcezza leggera degli spinaci, mentre la pasta fritta regala una croccantezza che crolla ai denti. Una sfumatura di noce moscata e pepe nero completano il bouquet aromatico senza sopraffare. Si mangiano da soli, possibilmente ancora caldi, oppure accompagnati da ricotta fresca a parte per chi vuole arricchire ulteriormente il boccone. La tradizione vuole che siano serviti come secondo piatto o come portata principale leggera, mai come contorno.
Non stendere la pasta troppo spessa e non risparmiare sulla pressatura dei bordi durante il sigillo. Se la pasta rimane oltre 1 millimetro di spessore, i calcionetti diventano gommosi e pesanti. Se i bordi non sono ben chiusi, il ripieno fuoriesce durante la frittura, sporcando l'olio e rovinando il piatto. Un altro errore comune è friggere a temperatura troppo bassa: l'olio non sigillerà la pasta, che assorbirà grasso e diventarà unto anziché croccante.
I calcionetti sono un piatto tutto l'anno, ma trovano il loro contesto naturale nei mesi invernali, quando un cibo fritto e caldo risulta più gradevole. Sono perfetti per cene informali, per riunioni familiari, o come portata principale veloce tra una settimana di lavoro impegnativa. Non richiedono ingredienti stagionali specifici, quindi possono comparire in tavola in qualunque momento dell'anno.