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Caciotta di Urbino: cremosità delicata che nutre senza appesantire il palato

Vincenza Bertolino· 27 marzo 2026· 6 min di lettura ·Altre città
Caciotta di Urbino affettata, cunei di colore giallo paglierino con pasta compatta e regolare, presentati su una tavola di legno con miele, noci e pane toscano
Preparazione
5 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gCaciotta di Urbino DOP, forma intera o già affettata
200 gPane casereccio toscano o pane di semola
80 gMiele di acacia o di castagne
100 gNoci sgusciate
60 gMandorle non salate
1 melaTipo Renetta o Fuji, di media grandezza
15 mlOlio extravergine di oliva
q.b.Sale marino fino

Valori nutrizionali

330 kcalEnergia
25 gProteine
26 gGrassi
16 gdi cui saturi
1 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0 gFibre
1,4 gSale
Come si prepara
1
Estrazione dal frigo
Tira fuori la Caciotta dal frigorifero 20-25 minuti prima di servire, in modo che la pasta raggiunga la temperatura ambiente e il sapore risulti più espressivo e cremoso.
2
Lavoro della mela
Lava la mela sotto acqua corrente, asciugala, poi affettala sottile con un coltello affilato senza spellarla. Spruzza subito le fette con due gocce di olio e una minuscola quantità di sale marino, in modo da rallentare l'ossidazione.
3
Preparazione della frutta secca
Togli la pelle rossa dalle mandorle immergendole 2 minuti in acqua bollente, poi asciugale bene. Spezza le noci a mano in pezzi irregolari di media grandezza. Se preferisci, tostale leggermente in una padella a fuoco moderato per 3 minuti, mescolando spesso, per intensificare il sapore.
4
Taglio e presentazione
Se usi una forma intera, taglia la Caciotta in fette di circa 1 centimetro di spessore con un coltello a lama liscia, pulendolo tra un taglio e l'altro. Disponi le fette su una tavola di legno o su un piatto di ceramica bianca, creando una composizione leggera e naturale.
5
Assemblaggio finale
Circondi il formaggio con le fette di mela, le noci e le mandorle, distribuite in modo regolare. Versa il miele in un piccolo recipiente al centro o ai lati, in modo che ognuno possa versarlo a proprio piacimento. Affetta il pane a fette spesse e disponilo di lato.
6
Rifinizione
Un filo leggero di olio extravergine di oliva versato attorno al formaggio (non sulla pasta stessa) aggiunge un aspetto raffinato e un tocco di sapore minerale. Controlla il sale: se il formaggio lo contiene già, non aggiungerne altro.
7
Servizio
Porta in tavola subito, ancora a temperatura ambiente. Accompagna con un bicchiere di vino bianco secco marchigiano, oppure con una tisana di camomilla per chiudere il pasto in modo leggero.

Gusto

Il sapore è mite e dolce, con una nota leggermente salata che non risulta mai invasiva. La pasta si scioglie in bocca con una certa cremosità, lasciando un retrogusto piacevole e pulito. Viene servito di solito a fette, da accompagnare a pane casereccio, miele di acacia o di castagne, e a frutta secca come noci e mandorle. L'abbinamento tradizionale marchigiano è con i vini bianchi secchi locali, oppure con rossi leggeri se il formaggio è stagionato oltre i tre mesi.

Benessere

L'errore da non fare

Non estrarre il formaggio dal frigorifero pochi minuti prima di servirlo. Se è ancora freddo, la pasta risulta dura e il sapore anestetizzato. Inoltre, evita di affettare la Caciotta con un coltello bagnato o sporco di altre pietanze: la pasta si comprime e le fette risultano irregolari. Usa sempre un coltello asciutto e pulito, e se necessario, immergilo in acqua calda e asciugalo tra un taglio e l'altro.

I nostri consigli

Quando prepararla

La Caciotta di Urbino si gusta al meglio in autunno e inverno, quando il latte delle mucche al pascolo ha una concentrazione di grassi superiore, regalando una pasta ancora più cremosa. In primavera ed estate è comunque eccellente, soprattutto se abbinata a una mela fresca e ad acqua fredda. Perfetta per una cena con ospiti, oppure come momento di pausa tranquilla al pomeriggio, accompagnata da pane e miele.

Domande frequenti

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