Ingredienti
| 300 g | Farina di tipo 00 |
| 150 ml | Acqua tiepida |
| 1 cucchiaio | Olio d'oliva extravergine |
| 400 g | Ricotta fresca di latte di vacca |
| 100 g | Zucchero semolato |
| 80 g | Canditi misti tritati finemente |
| 50 g | Cioccolato fondente 70% a scaglie |
| 1 litro | Olio di semi d'arachide per friggere |
| 60 g | Zucchero a velo per spolverare |
| 1 pizzico | Sale |
Valori nutrizionali
| 280 | kcal Energia |
| 7 | g Proteine |
| 14 | g Grassi |
| 6 | g di cui saturi |
| 34 | g Carboidrati |
| 16 | g di cui zuccheri |
| 1 | g Fibre |
| 0,2 | g Sale |
Come si prepara
1
Impasto base
Versa la farina in una ciotola, crea una fontana e aggiungi l'acqua tiepida poco per volta, mescolando con le dita. Aggiungi un pizzico di sale e l'olio d'oliva. Impasta per 8-10 minuti finché non diventa liscio e elastico. Deve essere morbido, quasi appiccicaticcio. Copri con un panno umido e lascia riposare 10 minuti.
2
Preparazione del ripieno
Versa la ricotta in una ciotola, aggiungendo 100 grammi di zucchero semolato. Mescola con una forchetta fino a ottenere una crema omogenea e cremosa. Aggiungi i canditi tritati e le scaglie di cioccolato, mescolando delicatamente. Se la ricotta è molto acida, aggiungi un cucchiaio di miele. Lascia riposare in frigorifero mentre prepari la pasta.
3
Stesura della pasta
Divide l'impasto in 8 pezzi uguali. Su un piano legermente infarinato, stendi ogni pezzo con un mattarello fino a uno spessore di circa 2 millimetri, formando un rettangolo di 12 per 10 centimetri.
4
Riempimento
Disponi 2 cucchiai abbondanti di ripieno al centro di ogni rettangolo di pasta. Piega la pasta a metà, formando un pacchetto rettangolare o ovale. Premi bene i bordi con le dita per sigillare, assicurandoti che il ripieno non fuoriesca durante la frittura.
5
Riscaldamento dell'olio
Versa l'olio di arachide in una pentola alta, immergendo un termometro da cucina. Riscalda fino a 170-180 gradi Celsius. Questa temperatura è cruciale: se troppo bassa, la bonissima assorbirà olio; se troppo alta, brucerà esternamente rimanendo cruda dentro.
6
Frittura
Quando l'olio raggiunge la temperatura giusta, immergi 2-3 bonissime per volta senza affollare la pentola. Friggi per 2-3 minuti per lato, fino a quando diventano dorate e croccanti. Gira con una schiumarola affinché la doratura sia uniforme. Solleva dal piatto senza toccarle direttamente.
7
Completamento
Posa le bonissime su carta assorbente ancora tiepide, attendendo 2-3 minuti che l'olio in eccesso sia assorbito. Cospargi generosamente con zucchero a velo subito dopo, mentre la superficie è ancora calda. Servi entro 30 minuti.
Gusto
La bonissima ha un sapore dolce e ricco, con note di ricotta fresca che bilancia la dolcezza della pasta fritta. La ricotta non deve essere acida, ma cremosa e delicata, mentre i canditi conferiscono una punta di aroma candito che non deve prevalere. Il cioccolato aggiunge una nota di cacao sottile. Si serve calda o tiepida per godere del contrasto tra la crosta fritta e il ripieno morbido. È tradizionalmente abbinata al caffè o a un bicchiere di latte di mandorla, raramente a vini dolci.
Benessere
- La ricotta è fonte di proteine nobili e contiene circa 11 grammi di proteine ogni 100 grammi, oltre a calcio facilmente assimilabile.
- La ricotta fornisce anche fosforo e potassio, mentre il candito aggiunge tracce di vitamina C benché in piccole quantità.
- Nonostante sia fritta, una bonissima di medie dimensioni sazia moderatamente senza appesantire subito, grazie alla ricotta che ha un effetto saziante naturale.
- Il cioccolato amaro, se presente, contiene fenoli antiossidanti anche se in quantità minime in questo contesto.
- Per un pasto equilibrato, abbina la bonissima a una colazione salata (con uovo o formaggio) se la mangi a merenda, oppure preparala per una festa senza ripeterla più volte nello stesso giorno.
- Falso mito da sfatare: molti credono che la bonissima sia immangiabile per chi ha problemi digestivi. In realtà, se fritta a temperatura giusta (170-180 gradi), l'olio non viene assorbito eccessivamente e la ricotta è facilmente digeribile. Il problema sorge solo se cotta a bassa temperatura o mangiata in quantità eccessive. Chi ha intolleranza al lattosio deve evitarla comunque, poiché la ricotta contiene lattosio residuo.
L'errore da non fare
L'errore più comune è friggere a una temperatura troppo bassa o riempire eccessivamente la bonissima. Nel primo caso, la pasta si appesantisce di olio e perde la caratteristica croccantezza. Nel secondo caso, il ripieno fuoriesce durante la cottura, sporcando l'olio e rendendo il dolce asciutto. Controlla sempre la temperatura dell'olio con un termometro: è il solo modo affidabile per evitare sorprese. Riempi la pasta con parsimonia, anche se tentare è forte.
I nostri consigli
- Se non hai un termometro, prova il calore con un pezzetto di pane: deve dorare in 30-40 secondi. La bonissima cotta si conserva in frigorifero per 2-3 giorni in una scatola ermetica, ma è migliore ancora calda il giorno stesso.
- Puoi preparare l'impasto e il ripieno la sera prima e conservarli in frigo separatamente. Assemblare la mattina richiede poco tempo e ti permette di avere tutto pronto al momento della frittura.
- Se non trovi ricotta fresca, puoi usare ricotta di bufala, ma tienila più drenata. Evita la ricotta congelata, che diventa granulosa. Variante regionale: in alcuni territori al ripieno si aggiunge un cucchiaio di rum o maraschino, lasciandolo riposare 1 ora.
- Per una versione meno ricca, riduci il ripieno a 1 cucchiaio e mezzo per bonissima, oppure sostituisci metà ricotta con mascarpone meno grasso.
Quando prepararla
La bonissima è perfetta per le feste di famiglia, le colazioni domenicali ricche o le merenda pomeridiane. È ideale in autunno e inverno, quando il desiderio di dolci caldi aumenta, ma si prepara agevolmente tutto l'anno. Se prevedi ospiti, concia l'impasto il giorno prima e friggi il mattino stesso: la bonissima calda impressiona sempre.
Domande frequenti
- Posso preparare le bonissime il giorno prima e friggerle al momento? Sì, assembla la sera e conserva in frigorifero su un piatto coperto. Friggi il giorno successivo, aumentando il tempo di cottura di 1-2 minuti se la pasta è fredda.
- Che differenza c'è tra bonissima e sfogliatella? La bonissima usa un impasto semplice e acqua, ed è fritta intera. La sfogliatella è realizzata con pasta sfoglia layered e ha una struttura a strati visibili. Sono dolci diversi.
- L'olio si può riusare dopo la frittura? Se non ha bruciato e la temperatura è rimasta controllata, sì. Filtralo con una garza fine e conservalo in un barattolo scuro e fresco per 2-3 fritture massimo.
- Posso cuocerla al forno invece che fritta? No, la bonissima ha senso solo fritta. Al forno non svilupperebbe la croccantezza caratteristica. Se temi la frittura, è meglio scegliere un'altra ricetta.