
| 200 g | amaretti secchi |
| 150 g | macarons o biscotti alle mandorle |
| 50 g | cacao amaro in polvere |
| 6 | uova intere |
| 150 g | zucchero semolato |
| 100 ml | latte intero |
| 80 g | burro morbido |
| 1 cucchiaio | vaniglia liquida |
L'errore piu frequente e montare male le uova oppure non montarle affatto. Se le uova non arrivano al doppio del volume, il bonet diventa denso e secco come un mattone. Un secondo errore e aggiungere troppo latte: il composto deve avere la consistenza di una pasta morbida, non una crema. Se e troppo liquido, il bonet non si compatta durante la cottura. Infine, molti cuociono troppo a lungo. Oltre i 55 minuti il dolce diventa friabile e perde l'umidita che lo rende buono.
Il bonet l'ho imparato da Angela, la pasticcera che aveva il laboratorio prima di me. Lei diceva che e un dolce che sembra difficile ma in realta richiede solo due cose: rispetto per le proporzioni e occhio durante la cottura. Non e uno show, non ha fregi. E un dolce da metterlo in teglia, da tagliare a fette, da portare a tavola quando viene la famiglia e basta. In bancone non lo proponiamo spesso perche il cliente al bar vuole il dolce bello a vedersi, colorato, affrettato. Ma a dicembre, quando arrivano gli ordini per le feste, il bonet fa la sua bella figura. Abbiamo clienti che lo chiedono sempre, gli stessi da vent'anni. E quello l'ho capito subito: i dolci che rimangono sono quelli senza storie, senza nomi importanti, solo buoni.