
| 1 carota media | circa 80 g |
| 1 gambo di sedano | circa 60 g |
| 1 mazzetto di prezzemolo fresco | circa 25 g, solo foglie |
| 3 cucchiai | olio extra vergine di oliva |
| sale fino | q.b. a fine cottura |
L'errore più comune è tritare troppo fine, quasi riducendo il battuto a poltiglia. Il risultato è un soffritto che si dissolve e non mantiene più struttura. Un secondo errore frequente è aggiungere aglio: la tradizione toscana lo esclude proprio, perché gli aromi delicati di carota e sedano non devono essere sopraffatti. Infine, molti lasciano cuocere il battuto troppo a lungo, fendendolo diventare bruno e amaro. Deve restare pallido, con appena una trasparenza dorata.
Il battuto toscano si usa tutto l'anno, ma acquista maggiore importanza nei mesi autunnali e invernali, quando la cucina regionale si orienta verso zuppe dense e piatti a base di carne stufata. In primavera e estate va comunque usato per le paste fredde e i contorni di verdure saltate. Gli ingredienti, in special modo carota e sedano, sono disponibili in qualità costante sul mercato in tutte le stagioni.