Baccalà alla modenese

Ingredienti
| 800 g | Baccalà desalato, già ammollato |
| 500 g | Pomodori pelati o passata di pomodoro |
| 150 g | Olive nere denocciolate |
| 1 grande | Cipolla gialla, tagliata a fette sottili |
| 3 cucchiai | Olio di oliva extravergine |
| 1 pizzico | Pepe nero macinato |
| 1 | Foglia di alloro |
| 50 ml | Acqua |
Valori nutrizionali
| 95 kcal | Energia |
| 18 g | Proteine |
| 2,5 g | Grassi |
| 0,5 g | di cui saturi |
| 3 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 0,8 g | Fibre |
| 2 g | Sale |
Gusto
Il sapore è salato e umami, dato dal baccalà e dalle olive nere, stemperato dall'acidità del pomodoro cotto a lungo. La cipolla aggiunge dolcezza naturale e morbidezza alla struttura dell'umido. Il baccalà desalato mantiene una leggera salinità che non è mai aggressiva, mentre la polpa del pesce si sposa perfettamente con la salsa che la avvolge. Si serve caldo, con pane toscano casereccio o grissini per raccogliere il sugo. Tradizionalmente si abbina a un bicchiere di vino bianco secco, preferibilmente del territorio emiliano.
Benessere
- Il baccalà è un pesce ricco di proteine di qualità, circa 17-18 grammi per 100 grammi di parte edibile dopo la cottura, essenziali per il mantenimento della massa muscolare.
- Contiene minerali importanti come il potassio, utile per la funzione cardiaca, e il selenio, che supporta l'azione antiossidante dell'organismo. Anche il ferro è presente, benché in quantità moderate rispetto ad altri pesci.
- È un piatto sostanzioso ma non pesante: il baccalà ha pochi grassi saturi e gli omega-3 presenti supportano la salute cardiovascolare. La sensazione di sazietà arriva velocemente grazie alle proteine.
- Il pomodoro cotto a lungo libera il licopene, un carotenoide che studi documentano avere proprietà antiossidanti, particolarmente biodisponibile quando cotto con un po' di grasso.
- Per un pasto equilibrato, abbinarlo a un contorno di verdure cotte o crude, come cicoria ripassata o insalata verde, e completare con pane integrale per le fibre e i carboidrati complessi.
- Falso mito da sfatare: Si crede spesso che il baccalà sia un pesce "povero" o "da pellegrinaggio" per questo meno nutriente. In realtà è un pesce nobile, ricco di proteine quanto molti pesci freschi costosi, e la conservazione sotto sale (quando originale) è una pratica antica che aumenta la concentrazione di nutrienti per grammo. La salinità iniziale del pesce essicato non è controindicazione per chi segue una dieta normale: il baccalà desalato a regola d'arte contiene circa 1,5-2 grammi di sale per 100 grammi, non eccessivo per un piatto proteico principale.
L'errore da non fare
L'errore più comune è non desalare bene il baccalà prima della cottura, o usare baccalà ancora troppo salato. Questo rende il piatto immangiabile e copre tutti gli altri sapori. Un secondo errore frequente è cuocere il baccalà a temperatura troppo alta: con il fuoco forte, la polpa si disfa prematuramente e diventa fibrosa o si sgretola completamente. Infine, mescolare troppo aggressivamente durante la cottura spezza i filetti e rende il piatto una spappolata poco appetitosa. Il baccalà va maneggiato con delicatezza, come fosse un oggetto fragile.
I nostri consigli
- Conserva il piatto finito in frigorifero per massimo 2-3 giorni, in un contenitore chiuso. Il baccalà alla modenese migliora il giorno dopo, quando i sapori si sono amalgamati. Puoi anche congelarlo per un mese, ma la texture del pesce sarà meno integra dopo lo scongelamento.
- Una variante autentica delle province emiliane aggiunge anche pancetta affumicata tagliata a dadini, tostata insieme alla cipolla prima di aggiungere il pomodoro: dà una profondità di sapore importante, sebbene la ricetta classica sia più sobria.
- Servi il baccalà alla modenese con pane casereccio tipo pane toscano senza sale, oppure con grissini croccanti per raccogliere il sugo. Se lo accompagni a riso bianco o polenta, il piatto diventa ancora più saziante e completo.
- Se non trovi le olive nere denocciolate, puoi denocciolarne di intere usando uno snocciolo da olive: il costo di tempo è minimo e il risultato è identico. Evita le olive verdi snocciolate, che hanno sapore e texture molto diversi.
Quando prepararla
Il baccalà alla modenese è un piatto di stagione autunnale e invernale, tipico da servire nei mesi freddi quando il desiderio di umidi e piatti caldi è più naturale. È una ricetta tradizionale dei giorni di magro o delle festività religiose, ma oggi si prepara semplicemente quando si ha voglia di un piatto saporito e confortevole. Settembre fino a marzo è il periodo ideale, quando il baccalà conservato è facile da trovare di buona qualità nei mercati.
Domande frequenti
- Per quanto tempo devo desalare il baccalà? Il baccalà intero o a filetti grandi richiede 36-48 ore di ammollo in acqua fredda, cambiando l'acqua ogni 12 ore. Puoi verificare la salinità assaggiando una piccola parte: deve risultare salata ma non eccessivamente. Se lo compri già desalato, affidati al negoziante.
- Posso usare il baccalà surgelato? Sì, il baccalà surgelato funziona bene se scongelato a freddo per una notte. La texture rimarrà comunque un po' meno compatta rispetto al baccalà fresco o conservato tradizionalmente, ma il gusto sarà equivalente. Segui comunque i tempi di desalamento.
- Che differenza c'è tra baccalà e stoccafisso? Il baccalà è pesce essiccato sotto sale, lo stoccafisso è essiccato solo all'aria senza sale. Il baccalà si ammolla in acqua, lo stoccafisso richiede l'ammollo più lungo e a volte la bollitura preliminare. Questa ricetta richiede baccalà, non stoccafisso.
- Posso fare il baccalà alla modenese in anticipo? Sì, anzi è consigliato: prepara il piatto il giorno prima e riscaldalo delicatamente a fuoco basso il giorno della cena. I sapori si mescolano meglio e il pesce si compatta ulteriormente, diventando ancora più tenero.


