
| 300 ml | acqua |
| 250 g | zucchero semolato |
| 100 ml | rum scuro o bianco |
| 1 | bacca di vaniglia (facoltativa) |
| 1 | stecca di cannella (facoltativa) |
| 2 | chiodi di garofano (facoltativi) |
Molti cominciano a bagnare la babba quando esce ancora dal forno, mentre la pasta e ancora calda e i pori sono aperti. Il bagno viene assorbito troppo velocemente e in maniera disomogenea, creando zone fradice e zone secche. L'alcol del rum evapora quasi tutto e il profumo sparisce. La babba, invece, ha bisogno di freddarsi completamente prima. E un'altra tentazione e quella di bagnare subito dopo la cottura e poi bagnare ancora un'ora dopo. La babba non ha bisogno di tanti bagni. Uno, massimo due veloci, basta per renderla soffice e umida senza trasformarla in una spugna.
Ho passato vent'anni al bancone della pasticceria del paese a servire babba al rum alle feste. All'inizio credevo che il segreto stesse nella ricetta della pasta, che non era nemmeno mia, ereditata da chi aveva il laboratorio prima. Poi, quando ho cominciato a fare il bagno io stessa, ho capito come cambia tutto. Il rum dello sciroppo non e un semplice alcol che fai andare via, e il tono vero della babba. Ognuno qui ha il suo dosaggio, chi mette piu zucchero, chi meno rum, chi aggiunge mandorla liquore invece del rum. Il mio bagno l'ho imparato da sbagliare per anni, bagnando troppo, bagnando quando era ancora calda, bagnando due volte in fretta. Una volta ho anche dimenticato il rum e ho usato solo acqua e zucchero. La babba era ancora buona, ma piatta, senza carattere. Non era più una vera babba. Ora quando preparo il bagno mi prendo il tempo, aspetto che sia freddo, e la mano non mi trema mentre verso. Perche sa che il bagno e quella parte del lavoro dove tutto puo andare storto, ma se lo fai bene, trasforma una pasta normale in qualcosa che la gente ricorda.