
| 600 g | Asparagi selvatici freschi, medi |
| 150 ml | Olio di oliva leggero |
| 100 g | Farina di frumento tipo 00 |
| 1 | Uovo intero |
| 50 ml | Acqua fredda |
| 1 pizzico | Sale fino |
| 1 pizzico | Pepe nero macinato |
| q.b. | Sale marino grosso per il servizio |
| 45 kcal | Energia |
| 3,2 g | Proteine |
| 1,8 g | Grassi |
| 0,4 g | di cui saturi |
| 6,5 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 2,3 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
Il sapore è nitido: verdezza fresca della punta, dolcezza delicata lungo il fusto, e quella nota croccante che contrasta con il cuore tenero. L'olio non si sente grasso, perché la panatura sottile lo assorbe giusto quanto basta. Si servono caldi, magari con una spremuta di limone fresco sopra al momento, o con una maionese leggera a lato. Tradizionalmente si accompagnano con pane tostato o si mangiano da soli come antipasto di primavera, quando gli asparagi selvatici compaiono nei mercati ortofrutticoli.
L'errore più comune è immergere gli asparagi bagnati nell'olio: l'acqua residua fa schizzare l'olio caldo e la panatura non aderisce. Secondo errore: aspettare troppo prima di servire. Gli asparagi fritti rimangono croccanti solo i primi minuti; dopo dieci minuti cominciano a perdere quella fragranza e quello scricchiolio. Terzo errore: panare l'impasto troppo denso o aggiungere troppa farina: risulta una panatura grassa e pesante invece di leggera e croccante.
Gli asparagi selvatici si trovano nei mercati dalla fine di marzo fino a maggio, a seconda della zona e dell'andamento climatico. Questo è il periodo migliore per cercarli, quando la primavera è avanzata ma non ancora estate. In questi mesi la domanda è alta e la qualità è garantita. Dopo maggio diventano più rari e più cari, e la texture è meno delicata.