Ingredienti
| 500 ml | Alcol alimentare 95° (o acquavite bianca) |
| 3 g | Radice di genziana secca, tritata grossolanamente |
| 2 g | Foglie e steli di assenzio secco |
| 2 g | Scorza di rabarbaro secco |
| 1,5 g | Radice di zenzero essiccato, a pezzi |
| 1 g | Foglie di carciofo secche, tagliate fini |
| 0,5 g | Semi di coriandolo |
| 200 g | Acqua filtrata |
| 150 g | Zucchero di canna |
Valori nutrizionali
| 278 | kcal |
| 0 | gProteine |
| 0 | gGrassi |
| 0 | gdi cui saturi |
| 18 | gCarboidrati |
| 15 | gdi cui zuccheri |
| 0 | gFibre |
| 0 | gSale |
Come si prepara
1
Miscelate le erbe secche
In una ciotola pulita unite genziana tritata, assenzio, rabarbaro, zenzero, carciofo e coriandolo. Mescolate bene con un cucchiaio pulito, verificando che non ci siano grumi di polvere.
2
Preparate il contenitore
Versate l'alcol in un barattolo di vetro scuro da un litro, opportunamente sterilizzato con acqua bollente e asciugato completamente. L'alcol deve essere a temperatura ambiente.
3
Aggiungete le erbe
Versate il mix di erbe secche nell'alcol, chiudete il barattolo con tappo a vite e agitate bene per 30 secondi. Etichettate il barattolo con la data di inizio infusione.
4
Lasciate riposare in infusione
Collocate il barattolo in un luogo buio, fresco (15-18°C) e lontano da fonti di luce diretta. Agitate il barattolo una volta ogni 2-3 giorni per 35-40 giorni. L'alcol assumerà gradualmente il colore marrone scuro.
5
Filtrate l'infuso
Dopo 40 giorni esatti, versate il contenuto del barattolo attraverso un colino a maglie fini rivestito di garza di cotone, in una brocca pulita. Premete delicatamente le erbe residue con il dorso di un cucchiaio per estrarre gli ultimi liquidi. Scartate il residuo solido.
6
Preparate lo sciroppo
In un pentolino versate l'acqua filtrata e portate a ebollizione. Aggiungete lo zucchero di canna, mescolate fino a completo scioglimento (circa 3-4 minuti), poi spegnete il fuoco. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, circa 30 minuti.
7
Assemblate l'amaro
Versate l'infuso alcoolico filtrato in una bottiglia di vetro scuro pulita. Aggiungete gradualmente lo sciroppo freddo, mescolando dolcemente. Assaggiate e regolate l'equilibrio amaro-dolce a vostro gusto aggiungendo acqua filtrata tiepida se troppo concentrato. Sigillate la bottiglia e lasciate riposare 7 giorni prima di servire.
Gusto
L'Amaro del Corso assaggiato puro lascia sulla lingua un impatto amaro pulito, non aggressivo, seguito da una dolcezza contenuta che mitiga senza coprire. Le erbe aromatiche (principalmente assenzio, genziana, rabarbaro) rimangono percettibili come note di sfondo. Si beve tradizionalmente ghiacciato dopo i pasti come digestivo, in bicchierini piccoli da 30 ml. Abbina bene con formaggi stagionati o cioccolato scuro.
Benessere
- Le radici amare come genziana e rabarbaro contengono composti amaro-terapeutici che stimolano la secrezione gastrica, storicamente usati negli amari digestivi.
- L'assenzio fornisce tannini e oli essenziali; il carciofo contiene inulina; lo zenzero ha composti organici anti-infiammatori, anche se in piccole quantità nel liquore.
- Un bicchierino dopo i pasti è leggero e non sazia: ha funzione digestiva, non nutrizionale.
- L'alcol etilico preserva gli estratti vegetali e potenzia l'assorbimento di alcuni composti liposolubili dalle erbe.
- Servito ghiacciato, l'Amaro del Corso accompagna pasti ricchi di grassi o proteine, favorendo il transito intestinale grazie alle proprietà amaro-toniche.
- Falso mito da sfatare: No, l'Amaro del Corso non cura il fegato ne ha proprietà "miracolose" anti-alcol. È un digestivo blando che, se consumato con moderazione (un bicchierino dopo cena), favorisce il comfort gastrico. Chi ha patologie epatiche, calcoli biliari conclamati o allergie alle erbe deve consultare il medico prima di berlo regolarmente.
L'errore da non fare
Non affrettate l'infusione: 30 giorni sono il minimo per estrarre gli aromi dalle erbe amare, ma 40 giorni garantisce un risultato equilibrato e meno astringente. Chi riduce a 15-20 giorni ottiene un liquore ancora troppo verde e sgradevole. Inoltre, non usate alcol a freddo dal frigo quando aggiungete lo sciroppo: il contrasto termico può far intorbidire il liquore finito.
I nostri consigli
- Conservate l'Amaro del Corso in bottiglie di vetro scuro, chiuse ermeticamente, in cantina o dispensa fresca al riparo dalla luce. Mantiene qualità per almeno 2-3 anni, spesso migliorando con l'invecchiamento.
- Se non trovate alcune erbe secche presso erboristerie locali, potete ordinarle online da fornitori specializzati in erbe medicali. La genziana e l'assenzio sono indispensabili per il carattere autentico.
- Variate con 1 g di foglie di menta secca o mezzo baccello di vaniglia per una versione più dolce e moderna.
- Servite sempre ghiacciato in bicchierini da liquore da 30-40 ml dopo i pasti principali, mai a digiuno. Ottimo accompagnamento per cioccolato fondente o formaggi stagionati tipo Parmigiano.
Quando prepararla
Iniziate la preparazione dell'Amaro del Corso in autunno o all'inizio dell'inverno, così da averlo pronto per il Natale o i mesi freddi quando il digestivo è più gradevole. L'infusione lunga (40 giorni) non è problematica in stagioni fredde, anzi preferisce temperature stabili e basse. Se cominciate a novembre, la bottiglia sarà pronta per il cenone dicembrino.
Domande frequenti
- Posso usare alcol del supermercato anziché alcol alimentare puro? No. L'alcol alimentare 95° è essenziale perché neutralizza il contenuto d'acqua delle erbe e preserva gli estratti. L'acquavite da cucina a 40° è troppo diluita e rallenta l'infusione.
- L'Amaro del Corso fatto in casa è meno amaro dell'originale comprato? Dipende dalla dose di erbe scelte. Aumentando genziana e assenzio di 1 g ciascuna, ottenete un amaro più deciso e storico. Questa ricetta è equilibrata per un consumo regolare senza eccedere.
- Come capisco se l'infusione è pronta prima dei 40 giorni? Assaggiate qualche goccia dopo 30 giorni. Se l'aroma è ancora verde e poco definito, continuate. A 35-37 giorni il sapore è già buono; a 40 giorni è perfetto.
- Cosa faccio con le erbe residue dopo la filtrazione? Scartate il residuo solido. Non riutilizzatelo: gli estratti sono stati completamente trasferiti all'alcol.