
| 1 litro | alcol alimentare a 95° (o vodka alta gradazione) |
| 10 g | radice di genziana essiccata, spezzettata |
| 5 g | assenzio secco (Artemisia absinthium) |
| 3 g | corteccia di china essiccata |
| 2 g | semi di coriandolo |
| 2 g | radice di angelica essiccata |
| 1 bacca | noce moscata (spezzata a pezzi) |
| 200 g | zucchero bianco |
| 150 ml | acqua filtrata |
| 185 kcal | Energia |
| 0 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 12 g | Carboidrati |
| 10 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0 g | Sale |
L'Amaro del Capo ha un profilo gustativo complesso, dove dominano le note di erbe amare e piccanti, bilanciate da una leggera dolcezza residua. L'aroma richiama radici, fiori secchi e spezie mediterranee, con un'amarezza piacevole che caratterizza la struttura. Tradizionalmente viene servito a fine pasto, preferibilmente freddo o tiepido, per stimolare l'apparato digerente. Si abbina bene dopo piatti ricchi, elaborate o che contengono grassi.
Non usare erbe fresche al posto delle essiccate: rilascerebbero troppa acqua durante l'infusione e comprometterebbero la graduazione alcolica e il sapore finale. Non filtrare male il liquore: eventuali frammenti di radici o erbe lascerebbero un residuo poco piacevole e infastidirebbero il palato. Non scaldare lo sciroppo troppo a lungo: il calore eccessivo alterebrebbe gli aromi e l'Amaro perderebbe parte della complessità gustativa.
L'Amaro del Capo è un liquore che puoi preparare in qualsiasi stagione, poiché i tempi di infusione sono lunghi e il risultato non dipende da fattori climatici stagionali. È ideale prepararlo in autunno o inverno, quando hai il tempo di seguire con calma il riposo di 15-20 giorni e il liquore sarà pronto per servire durante le cene invernali e i momenti conviviali delle festività.