Porzioni
750 ml (circa 25 bicchierini)
Ingredienti
| 1 litro | alcol a 95 gradi |
| 30 g | assenzio secco (sommità) |
| 20 g | radice di genziana secca |
| 10 g | semi di cardamomo |
| 8 g | semi di anice stellato |
| 5 g | cannella in stecchi |
| 3 g | pepe nero in grani |
| 2 g | chiodi di garofano |
| 200 ml | sciroppo semplice (100 g zucchero sciolto in 100 ml di acqua fredda) |
Valori nutrizionali
| 90 kcal | Energia |
| 0 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 3 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0 g | Sale |
Come si prepara
1
Preparare il vaso
Pulisci bene un vaso di vetro scuro da 1,5 litri con acqua calda e asciugalo completamente. Il vetro scuro protegge l'infusione dalla luce, che degrada gli aromi.
2
Miscelare le erbe
In una ciotola, rompi grossolanamente i semi di cardamomo con il dorso di un cucchiaio. Versa nel vaso l'assenzio, la genziana, il cardamomo, l'anice, la cannella spezzettata, il pepe e i chiodi di garofano. Mescola bene.
3
Versare l'alcol
Versa lentamente l'alcol a 95 gradi fino a coprire completamente le erbe. L'alcol puro estrae in modo più efficace rispetto agli alcol diluiti, in 40 giorni invece di 60.
4
Sigillare e riposare
Chiudi il vaso con un coperchio ermetico. Appoggialo in un luogo buio, a temperatura costante, al riparo da fonti di calore. Ogni 7 giorni agita delicatamente il vaso per 10 secondi.
5
Filtrare dopo 40 giorni
Passato il periodo di infusione, versando il liquido lentamente attraverso un filtro di cotone pulito in un colino a maglia fine, raccogli il liquore in bottiglie di vetro scuro. Le erbe possono essere scartate.
6
Dolcificare
Prepara lo sciroppo semplice sciogliendo 100 g di zucchero in 100 ml di acqua fredda, senza riscaldare. Versa 200 ml di sciroppo nel liquore filtrato e mescola uniformemente per 2 minuti.
7
Riposare e conservare
Lascia riposare altre due settimane a temperatura ambiente in bottiglie ben sigillate prima di assaggiare. Il gusto si stabilizza e gli aromi si armonizzano. Conserva in un luogo fresco e buio.
Gusto
Il sapore è secco e leggermente amaro, mai invadente, equilibrato da una sottile dolcezza residua. L'assenzio domina all'inizio, seguito da una pulizia mentolata che lascia spazio a spezie calde di fondo. È il digestivo ideale dopo un pasto ricco, servito in bicchierino da 30 millilitri, sorseggiato lentamente. In Piemonte si abbina naturalmente ai formaggi stagionati e alle carni affumicate.
Benessere
- L'assenzio, ingrediente principale, contiene composti amari che stimolano la secrezione biliare e favoriscono la digestione dei grassi, grazie alla presenza di tujone e di oli essenziali.
- Le spezie come il cardamomo e l'anice contengono potassio, ferro e magnesio in tracce, utili per il tono generale anche se in quantità modeste nel liquore finito.
- Un bicchierino di amaro dopo pasto è leggero, contiene circa 90 kcal, ed è facilmente digeribile perché stimola i succhi gastrici senza appesantire lo stomaco.
- Gli oli essenziali delle erbe alpine hanno proprietà antispasmodiche, note da secoli nella medicina popolare per calmare gonfiore e fermentazione intestinale.
- Abbinalo a fine pasto dopo una portata proteica o grassa: il suo effetto digestivo è maggiore se assunto insieme ai cibi, non due ore dopo.
- Falso mito da sfatare: l'amaro non cura il fegato e non è un «detox». È un digestivo che stimola la bile, ma la funzione epatica rimane compito del fegato. Berne grandi quantità non amplifica l'effetto: un bicchierino è la dose efficace. Chi ha patologie epatiche deve consultare il medico prima di berlo regolarmente.
L'errore da non fare
Non usare alcol denaturato o di scarsa qualità: il gusto finale sarà disgustoso e potenzialmente pericoloso. Evita di filtrare troppo presto, prima dei 40 giorni: l'estrazione degli aromi non è completa e l'amaro risulterà piatto. Non aggiungere lo sciroppo prima di filtrare le erbe: lo zucchero ferisce durante il processo di estrazione e rende il liquore torbido. Infine, non conservare in bottiglie trasparenti: la luce degrada rapidamente i composti aromatici delicati.
I nostri consigli
- Conserva l'amaro finito in bottiglie di vetro scuro ben tappate, al fresco e al buio: dura facilmente 3 anni. Se preparato in estate, sarà pronto per il Natale, quando si serve tradizionalmente in famiglia dopo il pranzo festivo.
- Puoi variare le erbe secondo i gusti: aggiungere 5 g di menta secca per una nota più fresca, o 3 g di radice di liquirizia per una dolcezza più pronunciata. La base di assenzio e genziana deve rimanere stabile.
- Se non trovi l'assenzio secco, puoi sostituirlo con 25 g di artemisia locale o vermouth secco fatto in casa, anche se il risultato sarà leggermente meno intenso.
- Per un amaro meno alcolico, diluisci il prodotto finale con 200 ml di acqua distillata dopo la conservazione iniziale: la gradazione scendera' da 40° a circa 30°, rimanendo comunque efficace come digestivo.
Quando prepararla
L'amaro del Canavese si prepara meglio in primavera o all'inizio dell'estate, in modo che sia pronto per l'autunno e l'inverno, quando i pasti sono più ricchi e il digestivo è più apprezzato. Se preparato a giugno-luglio, sarà perfetto da servire in tavola a partire da agosto-settembre. È ideale come regalo natalizio fatto in casa se preparato entro settembre.
Domande frequenti
- Posso usare alcol a 95 gradi diluito? Sì, ma i tempi di infusione si allungano a 50-60 giorni invece di 40. L'alcol puro a 95 gradi estrae i principi attivi più rapidamente. Se usi alcol a 70 gradi, aumenta il tempo a 60 giorni e aggiungi il 10% di alcol in più.
- Le erbe secche dove le trovo? Le trovi nei negozi di erboristeria, negli store online specializzati o presso i produttori locali piemontesi. Verifica che siano erbe alimentari, non cosmetiche.
- Quanto amaro devo bere per il suo effetto digestivo? Un bicchierino da 30 ml dopo cena, a temperatura ambiente. Due non offrono maggior beneficio digestivo, solo più alcol. Non è medicina, è un digestivo tradizionale.
- Se dimostro la ricetta, le erbe continueranno a estrarre? Sì, per i primi 10 giorni. Dopo, anche se lasciate immerse, l'estrazione rallenta moltissimo. È inutile prolungare oltre i 40 giorni.