
| 250 g | mandorle con buccia, sgusciate e non pelate |
| 200 g | zucchero semolato |
| 2 | albumi a temperatura ambiente |
| 1 cucchiaino | di estratto di vaniglia |
| mezzo cucchiaio | di succo di limone fresco |
| 30 g | zucchero semolato per la superficie |
| 1 pizzico | di sale fino |
| 425 kcal | Energia |
| 11 g | Proteine |
| 19 g | Grassi |
| 2 g | di cui saturi |
| 56 g | Carboidrati |
| 51 g | di cui zuccheri |
| 3 g | Fibre |
| 0,1 g | Sale |
Il sapore è dolce e amaricante insieme, dato dal contrasto tra lo zucchero e le mandorle non pelate che conferiscono una nota leggermente amara. La consistenza croccante si rompe agevolmente tra i denti e il biscotto si scioglie dolcemente in bocca lasciando il gusto della mandorla tostata. Si mangia bene dopo il caffè a colazione oppure a fine pasto, inzuppato nel vino dolce o nel marsala secondo la tradizione calabrese.
Non montare troppo gli albumi. Se diventano secchi e granulosi, quando li unisci alle mandorle il composto diventa friabile e gli amaretti riescono crumbly e fragili invece che croccanti. È meglio mantenerli al picco morbido. Un secondo errore comune è aprire il forno durante la cottura: questo fa crollare i biscotti perché la meringa non si è ancora stabilizzata. Inforna e non toccare fino al termine del tempo previsto.
Gli amaretti calabresi si preparano tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzati nel periodo natalizio e durante le festività come dolcetto d'accompagnamento alle bevande calde invernali. Sono ottimi anche in primavera come merenda leggera con il caffè di metà mattina.