
| 300 g | Farina di grano tenero tipo 00 |
| 3 uova intere | più 1 tuorlo per il ripieno |
| 250 g | Carne di manzo macinata |
| 100 g | Carne di maiale macinata |
| 50 g | Formaggio pecorino râpato |
| 30 g | Prezzemolo fresco tritato |
| 2 spicchi | Aglio tritato finemente |
| Sale e pepe nero | quanto basta |
| 3 cucchiai | Olio extravergine di oliva |
| 500 g | Ragù di carne (manzo e maiale) |
| 250 kcal | Energia |
| 14 g | Proteine |
| 10 g | Grassi |
| 5 g | di cui saturi |
| 28 g | Carboidrati |
| 1 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Gli agnolotti calabresi sanno di carne robusta, speziata dal pepe nero e dall'aglio, morbida all'interno di una sfoglia che mantiene ancora corpo e resistenza alla masticazione. Il formaggio pecorino aggiunge una nota leggermente piccante, equilibrata dal sugo di ragù che custodisce tutto il sapore della carne di manzo cotta lentamente. Si servono sempre nel loro brodo di cottura o sciolti nel ragù che ha accompagnato la preparazione, mai asciutti. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso secco della Calabria, robusto e tannico.
L'errore più comune è stendere la sfoglia troppo spessa. Se supera i 1,5 millimetri, gli agnolotti risultano gommosi e pesanti, e il tempo di cottura si allunga tanto che l'impasto diventa molle. Allo stesso modo, non mettere troppo ripieno: agnolotti stracolmi si rompono in cottura e il ripieno esce nell'acqua. Infine, non saltarli troppo violentemente nel ragù: la pasta ripiena fresca è fragilissima e si rompe facilmente se mescolata come una pasta secca.
Gli agnolotti calabresi sono un piatto tipicamente invernale e autunnale, quando il freddo richiede pietanze calde e corpose. Si preparano soprattutto per le festività natalizie, le cene in famiglia nei mesi bui, oppure nelle domeniche invernali quando c'è tempo per dedicate ore in cucina. In estate sono poco indicati perché pesanti con il caldo; la loro migliore stagione è da ottobre a marzo.